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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca

Una piattaforma dedicata alla scuola per condividere progetti, libri e idee: l'idea di due giovanissimi friulani

Luca Bernardis ed Enea Avdullai, hanno lavorato sodo durante tutto il periodo della pandemia per sviluppare l'idea di una piattaforma dedicata al mondo scolastico. Non solo per colmare le lacune vissute in prima persona relativamente ai servizi digitali delle scuole, ma anche per creare un luogo dedicato alle idee degli studenti, dove confrontarsi e supportarsi

Una piattaforma per condividere progetti scolastici, compravendita di libri di testo, ma non solo. Anche un luogo per creare un network di supporto e idee tra studenti con passioni simili permettendo ad ogni studente di sviluppare e pubblicare le proprie idee. 

Trednesh, questo il nome dell'idea di due giovanissimi friulani, vuole essere proprio questo: una piattaforma di scambio, di crescita e di supporto soprattutto per idee e creatività.

Gli ideatori

Luca Bernardis ed Enea Avdullai, 17 e 18 anni al quarto anno di informatica presso un istituto della regione, per sviluppare ogni aspetto della loro idea hanno lavorato notte e giorno, anche durante la pandemia.

Poco importa se alcuni dei linguaggi necessari per la realizzazione della piattaforma non fossero ancora oggetto di lezioni a scuola. I giovani non si sono fatti spaventare e armati di libri e Google hanno "fatto da soli" destreggiandosi tra Html, Css, PHP, Javascript e Python con un solo obiettivo: realizzare il loro sogno.

La nascita del progetto

"Ci siamo conosciuti in seconda superiore a causa di una fusione tra classi - raccontano Luca Bernardis ed Enea Avdullai - Come spesso accade, all'inizio andare d'accordo è complesso, ma grazie ad una fortunata serie di eventi ora siamo grandi amici. E proprio da questa amicizia fatta di interessi comuni e passione per il mondo informatico che una sera, durante una normale telefonata, è nata l'idea della piattaforma. Così, quella chiamata è terminata alle quattro del mattino con il progetto Trednesh in testa".

"Durante la pandemia, complice anche la sospensione di ogni altra attività, abbiamo lavorato sodo: abbiamo pensato, aggiustato, sviluppato anche di notte, quando necessario - proseguono insieme - Abbiamo poi pensato che non avesse senso un'idea senza consenso e apprezzamento da parte del target a cui si rivolgeva: così abbiamo realizzato una survey alla quale hanno risposto oltre 350 persone, alcune anche dall'estero. L'indice di gradimento e comprensione dell'idea si è rivelato oltre alle nostre aspettative. Così abbiamo deciso di crederci ancora di più". 

"La piattaforma si rivolgerà sicuramente, in un primo momento, a tutti gli istituti della regione, ma non ti nascondo che se avesse successo, ci piacerebbe proporla anche all'estero: del resto oramai, viviamo in un modo in cui il digitale non conosce limiti nè barriere - ci raccontano Luca ed Enea - Pensiamo al rilascio di una prima versione beta, dedicata magari al nostro istituto o a gruppi di volontari, già nei primi mesi del 2022. Poi si vedrà".

"La viviamo come una sfida personale, ma anche professionale - ci confidano i due giovani informatici - Non sappiamo come andrà a finire, ma da qualche parte è necessario cominciare, sempre con umiltà, buttandosi e sì, anche rischiando"

"Il nostro sogno? - concludono - Tra dieci anni una nostra sede magari, nella quale parlare più lingue, sull'onda dell'esempio di molti giganti della Silicon Valley, espandendo la piattaforma e crescendo, ampliandone le funzioni anche alle aziende. Come giovani, come informatici, sarebbe un peccato, in un mondo oramai digitale, non sognare in grande no?".

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