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Cronaca

Nasce il booking.com degli spazi di Coworking che guarda alle piccole città, nel progetto anche due friulani

Out-work.it è una piattaforma aperta a tutti dove poter prenotare postazioni e sale riunioni, soprattutto negli hotel, potendo usufruire di comodi spazi dedicati al lavoro solo per il tempo necessario. L'obiettivo è servire le città minori, supportando le strutture ricettive anche nel post-pandemia

Una piattaforma smart per la prenotazione di postazioni di lavoro e sale riunioni all'interno di spazi di coworking e hotel.

E' l'idea, diventata poi business, di quattro giovani, tra i quali anche due friulani. Così Alessandro Gilardoni, Luca Donato (originario di Povoletto), Alberto Gazzola (tutti laureati in ingegneria gestionale) e Andrea Gulberti (Ingegnere elettronico originario di Povoletto) hanno pensato di guardare oltre ai semplici bisogni dettati dall'emergenza pandemica, cercando di dare una soluzione, ad imprenditori e liberi professionisti in cerca di spazi di lavoro occasionali.

I quattro tutti impegnati in diverse posizioni lavorative hanno portato avanti il progetto nel tempo libero, gestendo le incombenze di notte e nei weekend riuscendo comunque a dare il "la" al progetto.

L'idea

"L’idea di Out-Work.it - nome dato alla piattaforma - nasce nel 2020 quando tutto il mondo si è fermato a causa del diffondersi della pandemia e le aziende hanno dovuto ripensare il loro modello di business per rispettare le disposizioni governative volte a limitare i contagi all’interno degli ambienti di lavoro - ci racconta il team di progetto - Quella che però in un primo momento sembrava una soluzione temporanea, è diventata poi un’opportunità per i datori di lavoro per ottimizzare gli spazi di lavoro e ridurre quindi i costi legati alla gestione degli uffici".

Il punto di forza

"Il vero punto di forza del nostro progetto è che, a differenza dei grandi circuiti nazionali, vogliamo dare un'attenzione particolare alle città più piccole, come Udine, che hanno spesso le stesse esigenze ma un'offerta di mercato completamente diverse. - proseguono - L'intento è quello di coinvolgere soprattutto gli hotel, strutture che hanno pagato (e continuano a pagare) a caro prezzo la pandemia. Vi sono sale riunioni enormi anche da 500 posti che non possono essere sfruttate nella loro interezza, ma se le si ripensa a postazioni "noleggiabili" singolarmente o per un pubblico meno ampio, ecco che il vantaggio c'è. Si tratta di soluzioni win-win: da un lato gli hotel riescono a proporre al meglio i loro spazi e dall'altro aziende e liberi professionisti possono avere spazi adeguati al lavoro, in qualsiasi posto si trovino".

"Anche dopo la pandemia abbiamo ragione di credere - concludono - che non si tornerà al modello pre-covid, ma nemmeno si proseguirà con lo smart working forzato e continuativo. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, il 35% degli smart worker dichiara di sentirsi isolato ed il 21% è vittima di distrazioni domestiche che riducono l’efficacia dell’attività lavorativa".

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