Misure contro un nuovo lockdown, il piano dell'azienda sanitaria

Il documento elaborato per scongiurare il rischio di nuove chiusure

"Garantire un sistema di risposta flessibile e appropriato che eviti la riduzione delle attività". È questa la logica principale del piano pandemico anti lockdwn elaborato dall'Azienda sanitaria Friuli Centrale. Il documento redatto dall'azienda. 

L’evoluzione dell’emergenza Covid-19 e la variabilità dei setting clinico assistenziali ha reso necessario elaborare un piano che, attraverso l’armonizzazione dei processi e la contestualizzazione delle organizzazioni, definisca le direttrici operative per la prevenzione del contagio Covid.

Questa esigenza nasce dalla necessità di capitalizzare le azioni messe in atto durante l’emergenza, i cambiamenti strutturali attuati, i meccanismi di flessibilità instaurati per rispondere a un contesto aziendale ampio, diffuso ed eterogeneo per caratteristiche ambientali e sociodemografiche. In particolare a luglio quando abbiamo iniziato a lavorare sul piano, basandoci sulla letteratura, abbiamo scelto di utilizzare i modelli di  Infectious  Disease Emergency Response Plan (IDERP) di  WHO e ECDC e, vista la complessità ed eterogeneità della nostra azienda, abbiamo deciso di avere un piano per struttura, ospedaliera e distrettuale, che fosse attuabile perché contestualizzato nell’organizzazione vera dei servizi.

Oltre a questo abbiamo diviso la parte organizzativa, flessibile ma più stabile, da quella delle procedure operative che necessitano di aggiornamenti veloci e costanti sulla base dei dati epidemiologici e di letteratura.

È stato un lavoro difficile, sicuramente un’opportunità per lavorare con le persone e conoscere i punti critici dell’organizzazione.

Il piano nasce con l’obiettivo di garantire un sistema di risposta flessibile e appropriato che eviti la riduzione delle attività. Per questo motivo il sistema è improntato sul principio dell’escalation/descalation.

All’interno del un piano aziendale ogni struttura operativa aziendale ha elaborato un piano emergenziale che prevede più livelli di allerta e che è applicabile ed attuabile in ogni contesto emergenziale di natura infettiva.

Gli obiettivi strategici di questo piano sono garantire, nel caso di un’emergenza infettiva, una risposta di sanità pubblica sicura, efficace e coordinata, in particolare gli obiettivi generali sono:

  1. Collegare e armonizzare la risposta locale alle indicazioni regionali, nazionali ed internazionali
  2. Costruire un sistema flessibile ed efficace, pronto a rispondere in modo collaborativo e integrato ai problemi emergenti
  3. Stabilire strategie per implementare la risposta identificando competenze e abilità nell’organizzazione
  4. Garantire uno stato di preparazione continua rispetto a contenuti tecnici e gestione dell’emergenza
  5. Definire e consolidare i livelli di leadership organizzativa
  6. Descrivere il processo di attivazione e rimodulazione dei percorsi di prevenzione e controllo  
  7. Rafforzare le capacità e le possibilità di rilevare, valutare e comunicare tempestivamente i rischi e le misure da adottare
  8. Dettagliare ruoli, luoghi e azioni attraverso la sistematizzazione delle attività, la cascata degli eventi, l’individuazione delle responsabilità in caso di emergenza infettiva.

Le scelte

In relazione agli strumenti da utilizzare, l’andamento epidemiologico della malattia e la variabilità degli scenari possibili ci hanno spinto a investire su strumenti di lavoro flessibili e dinamici che permettano modifiche agili e puntuali che possano adattarsi alla evoluzione e del fenomeno epideminco/pandemico.

La prima scelta strategica è stata quella di utilizzare lo strumento della procedura aziendale al fine di rendere più snelli i percorsi di modifica dei contenuti.

La seconda scelta strategica è quella di avere un core plan aziendale generale e un piano attuativo specifico per ogni contesto aziendale, modulabili a seconda del livello di attenzione e allerta.

Ne deriva la volontà di scindere la parte organizzativa generale da attivare in qualsiasi contesto epidemico/pandemico e la parte tecnica specifica legata alle procedure da mettere in atto sulla base della tipologia di agente infettivo e le sue modalità di trasmissione. Per questo ultimo aspetto, infatti, è stata elaborata una procedura “ad interim” comprensiva di tutte le indicazioni attinenti ai percorsi di prevenzione e controllo del rischio specifico “disease-based”. È questa la parte specifica per la trasmissione COVID ed è una procedura che viene regolarmente aggiornata, sulla base delle indicazioni internazionali e nazionali, e inserita nella rete intranet quindi accessibile a tutti i dipendenti, oltre che condivisa attraverso mailing list dedicata all’emergenza che innesca la cascata di comunicazione a tutta l’ASUFC. La costruzione è avvenuta attraverso la scomposizione dei processi e la lettura dei medesimi all’interno dell’organizzazione: ogni struttura ha elaborato un’analisi di processo secondo le check list validate e ristrutturato i contenuti all’interno di un piano dell’emergenza che pone l’attenzione su quattro livelli di attivazione rispetto all’emergenza infettiva.

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