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Pezzetta (Cgil) replica a Fontanini: "Prima viene la scuola pubblica"

Il segretario generale della sede sindacale di Udine interviene sul taglio dei contributi sulle rette degli istituti paritari "l’esistenza degli istituti privati non dovrebbe comportare oneri a carico dello Stato e degli enti pubblici".

«Prima viene la scuola pubblica». Il segretario generale della Cgil Udine Villiam Pezzetta replica così alle critiche del presidente della Provincia Pietro Fontanini sul taglio dei contributi sulle rette degli istituti paritari. «Il ruolo e la dignità della scuola privata – dichiara Pezzetta – vengono riconosciuti anche dalla Costituzione, all’articolo 33. Quello stesso articolo secondo il cui dettato, però, l’esistenza degli istituti privati non dovrebbe comportare oneri a carico dello Stato e degli enti pubblici. E se è vero che la Costituzione materiale ha avuto un’evoluzione diversa, con un crescente sostegno pubblico alle scuole paritarie, è evidente che in un momento di grave ristrettezza di risorse la priorità assoluta è quella di sostenere la scuola pubblica».

È su queste basi che «la Cgil friulana condivide la scelta con cui la Regione ha deciso di stanziare importanti risorse su un piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici». Quanto agli interventi per l’abbattimento delle rette, per la Cgil «devono riguardare prima di tutto servizi rivolti a tutti come gli asili nido o le case di riposo, e in ogni caso devono privilegiare le persone più bisognose, attraverso criteri di reddito molto più selettivi di quelli adottati per i contributi a chi frequenta le scuole paritarie».

La Cgil, infine, «condividendo le preoccupazioni per la situazione del personale della scuola privata, è pronta a sottoscrivere accordi per il ricorso a contratti di solidarietà che consentano di ridurre l’impatto della crisi, come fa in ogni posto di lavoro». Sarebbe però «strumentale», secondo Pezzetta, attribuire questa situazione di difficoltà al taglio dei fondi regionali, «perché la sopravvivenza degli istituti paritari deve poggiare sulla qualità della loro offerta scolastica e non su un diritto “a prescindere” al sostegno pubblico che sarebbe in evidente contrasto con il dettato costituzionale».
 

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