Cronaca

Taglio degli alberi in castello, la petizione si chiude con 7.500 firme

Il Comitato Autostoppisti di Udine, che aveva avviato una petizione online contro il piano del comune e della soprintendenza, chiede ora "un'azione immediata"

A soli due giorni dal lancio della petizione online contro il taglio degli alberi in castello avviata dal Comitato Autostoppisti di Udine, si sono raccolte 7.500 firme. Ora, l'associazione chiede "un'azione immediata".

Richiesta di un incontro

“Visto l’enorme numero di udinesi e friulani che in poche ore ha firmato la petizione che chiede di non abbattere alberi sani per mere (e presunte) ragioni estetiche, ora è giunto il momento dei fatti”. Queste le parole di Ivano Marchiol, presidente del Comitato Autostoppisti, che trasmetterà le firme raccolte alla soprintendenza e al comune di Udine, con la richiesta di un incontro (in via telematica) che possa chiarire la situazione.

Chiarimenti

“Con la forza e la responsabilità per le firme di migliaia di udinesi e friulani, richiediamo che l’incontro congiunto con Soprintendenza e Comune di Udine veda presente, oltre a noi, anche soggetti della città che da lungo tempo si occupano con competenza e attenzione dei temi coinvolti: Italia Nostra, FAI, Legambiente Fvg - prosegue Marchiol -. Su un tema e un luogo così importante occorre infatti serietà, condivisione, competenza e chiarezza. Dalle più recenti dichiarazioni della Giunta, siamo ancor più preoccupati. Nelle prime reazioni si è fatto riferimento non più a 26 alberi ma a “arbusti spontanei”. Si è poi tornati a parlare di abbattimento di alberi, ma non più i 26 inizialmente illustrati, bensì 24 e poi si è passati a 21. Si è infine passati da parlare di abbattimento per (presunte) ragioni estetiche a abbattimenti per ragioni di necessità (alberi malati). Ci teniamo a precisare che la relazione tecnica pubblicata dal Sindaco stesso sul suo profilo Facebook parla di 26 alberi e parla di abbattimenti per larga parte da effettuare per (presunte) ragioni estetiche. Di fronte a questa confusione, su un tema e un luogo così importante, ci sentiamo presi in giro”.

Collaborazione

Oltre all'incontro con il comune e la soprintendenza, il comitato chiede anche la presenza di altri interlocutori. “Lo ribadiamo - conclude Marchiol - è il momento della chiarezza e dei fatti. Assieme a chi da tempo si occupa con serietà e competenza di questo: FAI, Legambiente, Italia Nostra saranno interlocutori perfetti".

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