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Remanzacco, la QBell in cattive acque: perquisizione e forte crisi

La sede dell'azienda è stata visitata dalle Fiamme Gialle su disposizione della Procura di Udine. Una cinquantina di lavoratori attendono tre mensilità dal marzo scorso

L'azienda friulana Qbell Technology spa, fondata a Remanzacco da Giuliano Macripò, specializzata in progettazione, produzione e commercializzazione di televisori Lcd e Led e monitor per uso domestico e professionale, sta attraversando una forte crisi.

Poco più di un anno fa cercava persone da assumere, ma nell'arco di un paio di mesi, da aprile a maggio scorso, è passata da un fatturato di 7 milioni a soli 37 mila euro; la produzione è praticamente ferma da maggio, con una cinquantina di lavoratori a chiamata che attendono il versamento dello stipendio dei mesi di marzo, aprile e maggio e con altri 17 lavoratori a tempo indeterminato in cassa integrazione. Secondo alcune dichiarazioni fatte nei mesi scorsi dallo stesso ad Macripò, trattative sarebbero in corso con un investitore libanese.

Stamane, secondo quanto ha informato l'ANSA, la sede è stata perquisita dalla Guardia di Finanza di Udine su delega della Procura del capoluogo friulano. Secondo quanto si è appreso, la perquisizione sarebbe dovuta all'accertamento di eventuali reati fiscali. Le fiamme gialle sono rimaste a lungo negli uffici della società per esaminare la documentazione.

I lavoratori intanto temono la perdita del posto di lavoro, soprattutto dopo la notizia di un impegno preso dalla società per rilevare l'ex stabilimento tessile Miroglio di Ginosa (Taranto), per convertirlo in sito di assemblaggio dei televisori. Macripò aveva parlato di una operazione favorita da incentivi e agevolazioni pubblici.

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