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Bambini a tavola senza schermi: bar e ristoranti aderiscono al patto

Il patto di comunità per il benessere digitale si allarga ai ristoranti del Gemonese, dove i bambini potranno trovare un kit di giochi per stare a tavola senza cellulare o tablet

Il patto di comunità per il benessere digitale, già sottoscritto da 220 famiglie di Gemona del Friuli, Artegna e Montenars, è stato allargato anche ai bar e ai ristoranti della zona. Il comitato promotore dell'accordo, infatti, ha consegnato ai commercianti i primi kit di giochi "slow tech".

Senza schermi

L'intento dell'iniziativa, coordinata dall'associazione Mec - Media Educazione Comunità - è quello di promuovere l'utilizzo nei tempi giusti delle tecnologie digitali, come smartphone e tablet. L'iniziativa è volta a far fronte alla crescente difficoltà delle famiglie nella gestione dell’utilizzo sempre più precoce di questi dispositivi, anche al ristorante.

Il kit

Il kit sperimentale contiene fogli da disegno, matite, pastelli, pennarelli e giochi, e a riceverlo sono stati il ristorante "Da Willy" di Gemona, il bar "La Bettola" di Artegna e l'agriturismo "Al Tulin" di Montenars. Alcuni ristoratori, inoltre, già avevano una dotazione personale di intrattenimenti per i più piccoli.

L'iniziativa

Grazie a questo progetto, quindi, si vuole offrire un'alternativa alla famiglie che vanno in ristorante o al bar, in modo da provare a coinvolgere i bambini senza utilizzare smartphone o tablet. Secondo il comitato promotore del progetto, a lungo termine, questo approccio alle tecnologie più "lento", può consentire di trasmettere ai ragazzi l'autoregolazione nell'uso dei dispositivi e la capacità di integrare nuove e "vecchie" tecnologie all'insegna dell'alternanza.

Gli organizzatori

"I genitori si trovano spesso sotto pressione nel tentativo di dare regole efficaci e coerenti ai propri figli nell'uso corretto del cellulare - spiega Giacomo Trevisan, coordinatore dell'Associazione Mec - . Grazie al patto di comunità per il benessere digitale, le famiglie si alleano per concordare regole comuni. Ribadiamo che non c’è nessuna intenzione di puntare il dito contro le famiglie libere di fare scelte di altro tipo, nè di apparire contrari alle nuove tecnologie, anzi ne promuoviamo l’uso attivo e creativo. Ma nei tempi giusti”.

I dati italiani

Dal 2018 per la legge italiana (nuovo regolamento per la Privacy) i minori di 14 anni non possono utilizzare autonomamente whatsapp e social network e anche i dati scientifici parlano chiaro: l’uso di whatsapp e dei social network nell’infanzia e nella preadolescenza non porta benefici e influiscono negativamente sulle relazioni, sullo studio e sul benessere psicologico dei ragazzi.

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