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Martedì, 7 Febbraio 2023
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Tutti contro il progetto Siot: "La comunità non è stata ascoltata"

In una nota, Massimo Morettuzzo del Patto per l'Autonomia punta il dito contro la giunta regionale per il via libera dopo Somplago

Una questione che ancora e ancora fa discutere: il caso Siot. Non si placano le voci contrarie al progetto Siot che vuole realizzare una nuova stazione di pompaggio del greggio a Paluzza/Cercivento. Diverse le ragioni di contrarietà all’opera, che prevede altri tre progetti analoghi a San Dorligo della Valle, Reana del Rojale e Cavazzo Carnico e vede come protagonisti le Amministrazioni comunali interessate, Comitato Alto Bût, Legambiente Fvg, Comitato Prolago Tre Comuni, Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento, Fridays for Future Carnia e Co.S.Mo. A diramare una nota preoccupata è Massimo Morettuzzo, capogruppo del Patto per l'Autonomia nell'assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia. "Siamo di fronte all'ennesima presa in giro da parte della giunta Fedriga nei confronti delle comunità e del Consiglio regionale", afferma commentando la notizia relativa "alla convocazione odierna della conferenza dei servizi sul progetto di costruzione di un impianto di cogenerazione di Siot a Paluzza". A dare il parere contrario il solo sindaco di Paluzza Massimo Mentil: dopo l’ok a Cavazzo è arrivato il via libera e quindi il progetto può procedere. 

La contrarietà

"Che senso ha, ci spieghi l'assessore Scoccimarro, convocare la conferenza dei servizi e, tra meno di una settimana, il confronto tecnico tra Agenzia per l'energia del Fvg e Siot, dichiarando già che la politica non può intervenire se non per chiedere di rispettare le norme vigenti? È evidente che il tavolo di confronto tecnico sarà una farsa. Il percorso verso la costruzione delle centrali di cogenerazione da fonti fossili nelle stazioni di pompaggio dell'oleodotto transalpino di Siot andrà avanti, con il beneplacito della giunta Fedriga che abdica di fronte ai poteri forti. Quei poteri che fanno pesare la massimizzazione dei profitti a favore delle società multinazionali rispetto agli interessi delle comunità che, con i loro amministratori, si sono mobilitate negli ultimi mesi contro il progetto", spiega l'esponente autonomista. "In base alla valutazione espressa da Ape - aggiunge Moretuzzo - è evidente che si tratta esclusivamente di una speculazione finanziaria, che avrà un impatto ambientale pesantissimo e un aumento dei consumi energetici ingiustificabile. Eppure, si continua a dare per scontata la realizzazione degli impianti che, secondo il Patto per l'Autonomia, va invece fermata. I progetti presentati da Siot non possono essere imposti contro la volontà delle comunità locali e la giunta, nell'accogliere alcuni mesi fa un nostro ordine del giorno (sottoscritto da numerosi consiglieri regionali, anche della Maggioranza), si era impegnata ad assicurare una procedura trasparente nell'interesse e in ascolto delle comunità. Ci dica ora il presidente Fedriga che fine ha fatto quell'impegno", conclude Morettuzzo.

Cosa prevede il progetto

Il progetto punta all’efficientamento del trasporto del greggio da Trieste all’Austria. In sostanza, Siot afferma di voler “riscaldare” il greggio e quindi ridurne la viscosità al fine di diminuire l’energia complessiva necessaria per il pompaggio. Per questo utilizzerebbe motori cogenerativi di alta potenza ed efficienza alimentati a gas da cui ricaverebbe l’energia elettrica per alimentare le pompe ed il calore per fluidificare il greggio. Il risultato finale, secondo la stessa Siot, si limiterebbe all’aumento di un solo grado dell’enorme massa di greggio da fluidificare: da 15° a 16°. Molti i dubbi in merito alla sostenibilità ambientale di questo progetto sollevati anche da Legambiente Fvg che attraverso una nota diramata quest'estate denunciava: “Ci si chiede dove sia il concreto vantaggio per Siot che, ragionevolmente, non può investire milioni di euro per un risultato tanto limitato”. Secondo l’associazione il vantaggio sarebbe quindi esclusivamente economico.

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