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Referendum passaggi a livello, i primi a essere divisi sono i comitati

Lo scopo delle due entità è lo stesso, ma i metodi e le posizioni sono differenti

«I primi ad affrontare la questione siamo stati noi del “Comitato civico soppressione passaggi a livello”, attivo dal 2012». «Il comitato originario che ha affrontato l’argomento è il “Comitato dismissione tratta ferroviaria”, che ha mosso i primi passi nel 2012».

LA DISCORDANZA. Se c’è una cosa certa - tra quelli che propongono da tempo di eliminare 5 passaggi a livello nella zona a nord est della città - è la mancanza di unità. Oggi - ad opera della seconda entità menzionata -, in via Cividale, è partita una raccolta firme, con lo scopo di raccoglierne 100 entro fine febbraio, per poi «consegnarle il primo marzo al “Comitato dei garanti”, che è una sorta di consulta comunale che valuta l’ammissibilità o meno dei quesiti per i referendum comunali di carattere consultivo». A parlare è Matteo Mansi, consigliere comunale e tra le anime di questa proposta. «Poi - continua Mansi - nel caso in cui le cose andassero bene, entro tre mesi, dovremo raccogliere 2mila firme perché venga indetta la consultazione». 

«PROPAGANDA ELETTORALE». «Di firme ne erano state raccolte già 8mila - dice però Sara Perdon, tra i referenti del primo comitato citato - che in questo momento Mansi custodisce, non si capisce bene a che titolo». «Quelle firme - ribadisce Mansi - non erano corredate dell’indicazione del documento d’identità, e mancavano pure di un’indicazione specifica come quella che noi proponiamo ora. Più che altro erano la richiesta di manifestare sensibilità nei confronti della tematica, non di certo relative a un referendum come stiamo facendo noi ora». «È vero che non era indicato il numero di un documento accanto alle sigle - ribadisce la Perdon - ma il quesito parlava chiaro. Sulla richiesta era specificata l’adesione a  “un’accordo sull’eliminazione dei passaggi a livello e alla trasformazione del sedime della tratta in orti urbani e pista ciclopedonale”. Più chiaro di così non avrebbe potuto essere. La volontà popolare di eliminare i passaggi a livello è già stata palesata a sufficienza. Questa manovra del referendum se l’è inventata Mansi a scopo di propaganda elettorale - precisa la Perdon - , visto che fra poco più di un anno si andrà al voto, è solo uno specchietto per le allodole». Sull’accusa politica Mansi non commenta, ma si limita a ribadire che «siamo in un paese libero, più gruppi ci sono che ragionano per migliorare il territorio e meglio è. Non ho il diritto di giudicare nessuno. Eravamo aperti prima e siamo aperti adesso». 

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