Udine saluta i suoi alpini in partenza per l'Afghanistan

Riccardi: "La Regione ha fornito generi alimentari e materiali sanitari, ma soprattutto dispositivi di protezione individuale da portare alla popolazione afghana. Speriamo che la nostra esperienza e le attrezzature fornite consentano alle truppe alpine della Brigata Julia di contribuire a fronteggiare questo fenomeno che si sta espandendo anche in quel paese"

"Con gli alpini della Brigata Julia in partenza per l'Afghanistan, partono anche l'aiuto e l'esperienza che la Regione Friuli Venezia Giulia può fornire a quel paese nel contrasto all'emergenza sanitaria da coronavirus". Così il vicegovernatore Riccardo Riccardi ha portato il saluto dell'Amministrazione regionale alla cerimonia di partenza della Brigata alpina Julia - Multinational Land Force per l'operazione "Resolute Support" in Afghanistan.

"La Regione – ha ricordato Riccardi – ha fornito generi alimentari e materiali sanitari, ma soprattutto dispositivi di protezione individuale da portare alla popolazione afghana. Speriamo che la nostra esperienza e le attrezzature fornite consentano alle truppe alpine della Brigata Julia di contribuire a fronteggiare questo fenomeno che si sta espandendo anche in quel paese".

La collaborazione stretta fra Brigata Julia e Regione è stata richiamata anche nelle parole del comandante di Brigata, generale Alberto Vezzoli, che ha parlato di "unione e vicinanza" alla missione degli alpini. I 700 uomini della Julia faranno parte per sei mesi di un contingente internazionale assieme a soldati ungheresi e sloveni per il controllo della vastissima provincia di Herat, nella parte occidentale dell'Afghanistan. L'addestramento alla missione era stato interrotto proprio a causa delle disposizioni anti Covid ed è ripreso negli ultimi tempi garantendo la massima sicurezza per la salute dei militari in partenza, che osserveranno un periodo di quarantena prima di assumere piena operatività.

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Se "si parte pensando agli altri", come ha detto Vezzoli riferendosi ai bisogni della popolazione afghana, gli altri sono anche i 53 morti italiani, di cui 18 alpini, e i 700 feriti che rappresentano il sacrificio dell'Esercito italiano in vent'anni di missioni in quelle terre. A ricordarli, il comandante delle truppe alpine, generale Claudio Berto, che ha rivolto un pensiero particolare al luogotenente Mauro Gigli morto esattamente dieci anni fa, nel luglio 2010, a Herat, durante il tentativo di disinnescare una bomba.

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La città di Udine ha salutato gli alpini in partenza con il "mandi" pronunciato dal sindaco Pietro Fontanini, mentre la preghiera dell'alpino letta dal cappellano militare don AlbinomD'Orlando e le note della Fanfara della Brigata alpina Julia hanno chiuso la cerimonia nella corte della caserma "Di Prampero".
 

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