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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Basana sul "panino" a scuola: «Autogestire il pasto rappresenta una vera e propria involuzione culturale»

L'assessore precisa che la scelta di vietare i cibi domestici non è un diktat del Comune, ma una posizione condivisa di una scelta fatta dai dirigenti scolastici

Il “panino” a scuola fa ancora discutere. Il Comune di Udine precisa di non aver mai emesso un divieto, in quanto non è suo compito o meno vietare il consumo di pasti domestici in ambito scolastico. Il permesso o meno di mangiare a scuola cibi preparati a casa spetta infatti, sempre in ambito scolastico, esclusivamente ai dirigenti scolatici.

Basana

«Chiarito questo – spiega l'assessore all'Educazione, Sport e Stili di Vita, Raffaella Basana – come amministrazione comunale sosteniamo pienamente la posizione assunta collegialmente da dirigenti scolastici, amministratori locali e Azienda sanitaria. Una posizione contraria al consumo del pasto domestico nelle mense scolastiche. Questo per varie ragioni che abbiamo abbondantemente spiegato e che si possono sintetizzare nel fatto che la scelta di autogestire il pasto rappresenta una vera e propria involuzione culturale che riporta a una dimensione individuale un’attività che presenta una funzione sociale anche di livellamento delle diseguaglianze e che incide pesantemente sugli aspetti educativi e organizzativi del momento del pasto».

La posizione condivisa

In un incontro svoltosi a fine settembre il Comune, insieme con altre amministrazioni locali, i dirigenti scolastici del comprensorio udinese, oltre ai referenti dell’Azienda sanitaria integrata di Udine, aveva assunto una posizione favorevole nei confronti dei consumi di pasti preparati dai servizi di ristorazione a discapito di quelli domestici.

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