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Migranti: il sindaco di Palmanova incontra i Nazionalisti Friulani

Il sindaco della città stellata ha incontrato gli esponenti del movimento Nazionalisti Friulani per un confronto sul punto di controllo sanitario allestito dal 5 luglio a Jalmicco. Meno di 900 per il momento i richiedenti asilo in FVG a 35 euro al giorno

Il Sindaco di Palmanova, Francesco Martines, ha incontrato gli esponenti del movimento Nazionalisti friulani, Michelangelo Giumanini e Federico Savorgnan, per un confronto sul punto di controllo sanitario allestito dal 5 luglio a Palmanova, accanto all'ospedale civile.

Il sindaco, accompagnato dal responsabile del Comitato locale della Croce Rossa di Palmanova, Maurizio Blasi, ha rassicurato gli esponeneti del movimento su alcuni aspetti del modello di accoglienza attivato a Palmanova, rispetto ai quali il movimento aveva nelle scorse settimane raccolto circa 150 firme di cittadini, preoccupati per i risvolti sanitari ed economici dell'arrivo dei migranti. "La gestione dell'arrivo di migranti nella nostra regione è un tema che va affrontato con sensibilità e con una profonda e corretta conoscenza di quanto si sta facendo per non cadere nel rischio di sollevare preoccuazioni fondate solo sulla disinformazione. Sono contento di questo incontro poiché credo che sia stato utile ad entrambe le parti a comprendere che la formazione di opinioni consapevoli può muovere solo da informzioni corrette - prosegue Martines -  E' stato un incontro proficuo che ha sicuramente rassicurato tutti sulle modalità di accoglienza dei profughi e sulla elevata competenza e capacità della nostra Croce Rossa, assieme al personale dell'ospedale, di gestire la situazione".

A tal proposito Martines ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia, come le altre regioni italiane, accoglie i profughi in proporzione alla popolazione regionale: in questo momento i richiedenti asilo distribuiti in regione sono meno di 900, tutti intenzionati a raggiungere altri paesi europei dove ricongiungersi con parenti o amici. Le risorse per l'ospitalità, quasi interamente derivate da fondi europei, ammontano a 35 euro al giorno che vengono assegnati alla struttura di accoglienza (hotel, ostelli convenzionati) e non direttamente ai migranti. Di questi, 3 euro sono destinati alla mediazione culturale. Tutte le risorse vengono quindi spese in regione (al momento per circa 32 mila euro al girono, un milione di euro al mese). Il lavoro dei volontari, invece, non è retribuito, così come quello dei sanitari dell'ospedale che effettuano le visite nelle pause di lavoro, sempre nell'ambito di attività di volontariato.

Quanto ai controlli sanitari – come ha spiegato Blasi -  si tratta di visite mediche aggiuntive derivate dalla sensibilità della Prefettura di Udine, che gestisce l'operazione, e che si aggiungono ai minuziosi controlli sanitari certificati eseguiti all'arrivo dei migranti sulle coste italiane, dove ormai giungono attraverso le navi della Marina militare italiana deputata a intercettare i profughi nelle acque internazionali, secondo gli accordi dell'operazione Mare Nostrum. "Non c'è alcun pericolo infettivo riguardante malattie quali tubercolosi, scabbia e men che meno ebola – ha rassicurato il sindaco visti i controlli sanitari eseguiti. Si tratta solo di esercitare una sensibilità maggiore verso persone in viaggio da lungo tempo e costrette a ulteriori spostamenti".

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