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Ospedale di Palmanova, Riccardi incontra i dipendenti del nosocomio

L'obiettivo? Rinnovare un sistema fermo da 25 anni e condividere il percorso di potenziamento

Rinnovare un sistema fermo a 25 anni fa, che risponda ai bisogni attuali della popolazione. Al contempo, aumentare l'attrattività di pazienti al fine di arginare la loro fuga in strutture, dentro e fuori dai confini regionali, valorizzando e specializzando gli ospedali spoke per farli diventare un punto di appoggio dialogante degli hub del Friuli Venezia Giulia. Infine nessuna ipotesi di chiusura dell'ospedale di Palmanova.

Sono questi alcuni dei capisaldi che il vicegovernatore della Regione Riccardo Riccardi ha illustrato nel corso di un incontro ai dipendenti del nosocomio palmarino. Alla presenza del Commissario straordinario unico dell'Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine Giuseppe Tonutti, del Commissario straordinario dell'Azienda per l'assistenza sanitaria numero 2 "Bassa Friulana-Isontina" Antonio Poggiana, nonché del vicedirettore centrale alla Salute Gianna Zamaro, il vicepresidente ha spiegato quali siano i cardini attorno ai quali ruoterà la revisione del sistema sanitario che la Regione intende mettere in atto.

La riflessione

"In questo avvio di legislatura - ha detto Riccardi - abbiamo cercato di mettere innanzitutto ordine nel rapporto e nei ruoli dei principali protagonisti all'interno di un sistema che, nonostante le tante difficoltà riesce comunque a dare risposte di eccellenza per le situazioni più complicate. Ciò che abbiamo di fronte è un'organizzazione della salute dimensionata a 25 anni fa ma che ora, a seguito delle mutate esigenze di una popolazione anagraficamente molto diversa, e con le migliori dotazioni tecnologiche e accresciuta professionalità del comparto medico, va sostanzialmente rivista". In particolare Riccardi ha posto l'accento su alcuni dati in base ai quali diventa necessario compiere un cambio di passo per riequilibrare un sistema che, in questo momento, mostra delle forti criticità. "Negli ultimi tre anni - ha detto il vicegovernatore - c'è stato un calo dell'attrattività del 10 per cento ed un aumento della fuga verso strutture private accreditate fuori regione pari a 30 punti percentuali; questi sono numeri che ci devono far pensare e sui quali diventa obbligatorio intervenire per evitare il rischio di indebolire pesantemente l'intero sistema". 

Il futuro

La revisitazione quindi, deve ripartire dal modello esistente, dando funzioni diverse alle strutture hub e spoke; "queste ultime - ha detto Riccardi - non devono entrare in concorrenza tra di loro, quanto specializzarsi per avere maggiore operatività nella chirurgia programmata, sgravandosi dalle emergenze che devono invece essere spostate verso gli hub. Ciò significa una maggiore collaborazione, creando relazioni positive tra le aziende. Questo è uno tra i nodi principali sul quale dobbiamo lavorare, rendendoci conto della difficoltà di modificare un modello, seppur questo non sia attualmente in grado di rispondere alle nuove esigenze". Quanto alle scelte compiute su Palmanova il vicegovernatore ha spiegato che esse rientrano in una logica di garanzia della salute nei confronti dei cittadini. "La necessità di intervenire in tempi rapidi - ha detto Riccardi - è conseguenza di una "non scelta" del passato, nonostante dai professionisti fosse stato messo in evidenza il bisogno di agire sulla base di numeri a disposizione". Infine è stato spiegato che da settembre in poi, in ogni azienda del Friuli Venezia Giulia, verranno compiuti incontri come quello di oggi per illustrare e confrontarsi sul programma dei cambiamenti che la Regione intende mettere in atto al fine di rendere il sistema sanitario più efficiente e adeguato ai tempi.
 

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