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Serracchiani: "L'ospedale di Gemona non chiude e non chiuderà"

La presidente della Regione ha visitato la struttura della pedemontana assieme all'assessore alla salute Maria Sandra Telesca

"L'ospedale di Gemona non chiude e non chiuderà". Lo ha ribadito la presidente della Regione, Debora Serracchiani, in visita alle nuove strutture del "San Michele" assieme all'assessore regionale alla salute Maria Sandra Telesca.

"Non vogliamo disperdere il patrimonio storico, di competenze e professionalità di una struttura che riteniamo un riferimento importante per il territorio", ha affermato Serracchiani, aggiungendo che "anzi, riteniamo che qui possano essere convogliati ulteriori servizi rispetto a quelli che ci sono già e ampliare così il bacino d'utenza a cittadini di altre zone". In merito alla riforma la presidente ha ribadito che "non stiamo rinunciando a nulla, abbiamo scelto di lasciare tutti i presidi sanitari che esistono in regione", invitando alla serenità "perché -ha detto- tra poco saranno i fatti a parlare: i cittadini troveranno l'ospedale aperto e con nuovi servizi e il nostro impegno sarà di fare quello che forse fino adesso non è stato portato avanti fino in fondo".

Serracchiani ha ricordato come la Regione non si è sottratta in questi mesi al confronto sui temi della riforma, raccogliendo anche quotidianamente le critiche "che sono naturali all'interno di un percorso di riforma così complesso". "Spiace però - ha commentato Serracchiani - constatare che vengono alimentate polemiche che, nell'interesse dei cittadini, sarebbe bene non agitare. Sarebbe bene mettere da parte battaglie personali e politiche, perché se c'è una battaglia da ingaggiare è quella di assicurare servizi e benessere alle persone di tutta la regione, a partire da quelle che vivono in ambienti più disagiati come possono essere quelli montani", ha affermato Serracchiani, alla presenza del sindaco di Gemona Paolo Urbani.

Ricordando come le esigenze di cura dei cittadini siano esponenzialmente aumentate, la presidente ha riaffermato l'urgenza di un riordino, "affinché la sanità pubblica si faccia carico dei bisogni mutati e crescenti dei cittadini" e ha ricordato come la Regione Toscana abbia deciso di copiare "modello Friuli Venezia Giulia".

"Non è un risultato della presidente, ma di tutti i cittadini della regione che hanno deciso per un modello di sanità virtuoso, che ora altri territori prendono a modello", ha concluso Serracchiani

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