Ospedale di Latisana, polemiche sull'assistenza: interviene l'Ordine dei medici
Era stata contestata la mancata predisposizione di un piano formativo adeguato per fronteggiare le esigenze dovute alla ristrutturazione. La replica: “Ha preferito esercitare le prerogative del Direttore Generale”
Sulla vicenda dell'ospedale di Latisana interviene l'Ordine dei Medici di Udine dopo aver appreso - tramite una segnalazione del Direttore del Pronto Soccorso del nosocomio - che il Direttore Generale dell'Azienda sanitaria 2 “Bassa friulana - Isontina” Giovanni Pilati ha contestato a lui ed ai medici del reparto la mancata predisposizione di un piano formativo adeguato per fronteggiare le esigenze dovute alla ristrutturazione, in linea con la riforma del Servizio sanitario regionale. La conseguenza, stando al direttore generale, sarebbe stata la mancata adeguata assistenza ai cittadini.
L'Ordine dei Medici di Udine intende rassicurare i pazienti: non c'è alcun rischio che gli utenti dell’Ospedale di Latisana e Palmanova possano essere esposti a servizi di assistenza non adeguati, e ciò alla luce della preparazione e serietà dei professionisti che lavorano nei due nosocomi, oltre che in base agli esiti degli interventi stessi a disposizione dei cittadini.
Le problematiche inerenti gli Ospedali di Latisana e di Palmanova sono state trattate nell’ultimo Consiglio Direttivo dell’Ordine a cui erano invitati, in veste di uditori, anche i medici che attualmente siedono in Consiglio regionale. “Le condizioni in cui i colleghi – e il personale sanitario tutto – devono operare, sebbene la loro professionalità supplisca le mancanze, restano critiche a causa di carenze organizzative e di risorse”, dichiara il Presidente dell'Ordine, Maurizio Rocco.
Bene hanno agito pertanto i medici del Pronto soccorso a segnalare prima al direttore generale e poi all'Ordine, sulla base di quanto previsto dal Codice deontologico, che la struttura deve assolvere a tutti i requisiti affinché l'operato dei medici possa svolgersi con qualità, in sicurezza e con la garanzia dell'equità della prestazioni. “Sorprende invece il comportamento del direttore generale – scrive in una nota l'Ordine dei Medici, medico anche lui, che anziché esercitare, nel suo delicato lavoro, quello spirito di colleganza, collegialità e collaborazione richiesti a tutti i Medici iscritti all’Albo e a quanti ancora ritengono di esercitare una medicina scevra da condizionamenti politici ed economici, ha preferito esercitare le prerogative del Direttore Generale.
Il direttore generale Pilati non ha accettato la nostra richiesta di chiarimento tra professionisti, mettendo così in luce la sua preminente posizione dirigenziale politico-amministrativa su quella medica tanto che - viene da chiedersi - se i Medici iscritti all’Albo imprestati alla politica o alle varie Amministrazioni siano esonerati dall’osservare i dettami del Codice di Deontologia Medica. Vedremo e valuteremo, fa sapere l'Ordine.
Ai medici politici presenti in Consiglio l'Ordine ha sottolineato che non è corretto scaricare sui Medici e sugli Operatori sanitari le conseguenze delle indecisioni e dell’opportunismo politico, visto che in gioco c'è la tutela di un diritto fondamentale, quello alla salute.