Ordinanza anti movida, i cittadini si mobilitano sul web

Le reazioni non si sono fatte attendere. Impazzano le polemiche sul web, dove si annunciano forme di protesta nei confronti del provvedimento del Comune. Considerati solitamente remissivi gli udinesi non ci stanno e si attivano

E' passato solamente un giorno dalla diffusione della notizia, ma gli udinesi non hanno di certo perso tempo per reagire. Per un mese almeno, cioè fino al 18 luglio, gli esercizi pubblici della zona di via Manin, via Prefettura, via Lovaria e piazzetta Valentinis saranno costretti a chiudere alla mezzanotte. Un duro colpo, specialmente per quei locali che poco prima di quell'ora iniziano a riempirsi.

A tal proposito impazza la polemica sul web e sui social network. Fra i primi a mobilitarsi i fan dell'ormai storica "Taverna dell'Angelo", per tradizione della clientela e capacità dei gestori ben lontana dalle logiche descritte da chi racconta di una Udine barbarica durante la notte.

E' nato così il gruppo "Taverna dell'angelo libera!", che in poche ore ha raggruppato moltissimi fan del locale. I commenti trasmettono profonda amarezza per la situazione, a cominciare da quello di Stefano: "la storia è sempre la stessa: non ci sono mai veri responsabili e quindi è meglio negare una libertà a tutti, soprattutto a chi si comporta bene che comunque è sempre la maggioranza. A dispetto delle responsabilità individuali di chi commette atti di inciviltà si pensa di colpire i luoghi dove la gente, buona e cattiva, si ritrova. Ma allora, nel nome dello steso principio, mi chiedo perché limitare i bar e non chiudere la Loggia del Lionello, le piazze e le vie?".

LA VOCE DEI GESTORI DEI LOCALI

Luca cita Sciascia per esprimere il suo disagio ".un'idea morta produce più fanatismo di un'idea viva; anzi, soltanto quella morta ne produce...perchè gli stolti, come i corvi, sentono solo le cose morte..", mentre Jack fa un altro bel riferimento di valore, questa volta all'Orso Welles di Citizen Kane: "Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi, molti non hanno un lavoro, e chi ce l’ha vive con la paura di perderlo. Il potere di acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo. I negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade. E non c’è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine".

Altro gruppo immediatamente attivatosi è quello di "Proposte in risposta al coprifuoco". Qui Karin suggerisce una protesta pacifica in piazza con raccolta firme e consegna del tutto al sindaco, per aiutarlo a schiarirsi idee un "tinin confuse".

Enrico invece, sull'onda di ciò che accade in altre parti del mondo, propone un flash mb di fronte al RetroGusto altro locale colpito ieri, in questo caso da un sequestro preventivo.

Per Nadia invece sarebbe opportuna la soluzione spagnola del botellon (a suo tempo proibito dal vecchio governo Aznar in terra iberica), portandosi le bevande da casa per poi consumarle all'aperto in piazza e nelle vie.

Si arriva così alla proposta del'"aperitivo autogestito" proprio di fronte al RetroGusto, consumando "take away" ciò che arriva dalla propria abitazione e animando una discussione su quelle che possono essere le soluzioni per questo tipo di problema.

Tutto questo è stato organizzato in poco tempo, coinvolgendo moltissime persone interessate e partecipi alla vita sociale. Sono cose che non succederebbero di certo se questa fosse una terra di incivili irrispettosi delle altrui libertà come è stato indicato da qualcuno.

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