Onori al vescovo di frontiera della Grande Guerra “restât cu la sô int”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Nel quadro delle cerimonie commemorative della ricorrenza del 4 novembre, presso il municipio di Montenars è stata scoperta quest'anno una lapide celebrativa di un illustre figlio della località friulana: quel mons. Francesco Isola (1850†1926), vescovo di Concordia ossia del Friuli occidentale, il quale, durante la Grande Guerra, fu l'unico presule della Piccola Patria rimasto alla guida dei suoi fedeli sotto l'occupazione austroungarica dopo la ritirata italiana a seguito della disfatta di Caporetto. Egli di fatto non scelse di seguire bandiere ed eserciti nazionali e ancor meno di fomentare l'odio tra Paesi e popoli belligeranti come invece fecero incredibilmente altri prelati e sacerdoti del tempo in Friuli e nel resto d'Europa. Egli, da buon pastore, scelse di non abbandonare il suo gregge per seguire retoriche patriottarde di fronte all'effimera avanzata dell'Austria-Ungheria e scelse la convivenza con gli occupanti, provenienti tra l'altro da terre e culture con le quali i Friulani avevano tradizionalmente una certa dimestichezza. Una scelta eroica che gli costò successivamente una vergognosa persecuzione da parte dell'Italia sabauda e dei suoi sostenitori. A rendere gli onori a quel “vescul restât cu la sô int” – come recita l'iscrizione presso la casa comunale del paese – una selva di bandiere recanti l'aquila aquileiese, orgoglioso simbolo del Friuli e di quella Chiesa che per tanti secoli, sotto la guida dei suoi patriarchi, affratellò i popoli della Mitteleuropa oltre ogni frontiera imposta dalla contigenza politica. Accorati gli interventi del sindaco Claudio Sandruvi, del parroco don Dino Pezzetta, della pronipote di mons. Isola, la maestra Maria, dell'ex sindaco Flaviano Ermacora e del prof. Alberto Travain, presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, presente all'occasione con tutte le sezioni e i labari dei sodalizi da lui guidati, il quale ha rimarcato in particolare il valore friulano ed europeo, oltreché umano e cristiano, della testimonianza di quel presule invitando espressamente la comunità di Montenars a farsi capofila, nei centenari ora dello sciagurato conflitto mondiale, di un'ampia promozione del personaggio anche presso le stesse Unione Europea e Santa Sede ai fini di un giusto riconoscimento morale internazionale per l'operato esemplare di un uomo della Mitteleuropa e di un vescovo di frontiera della Prima Guerra Mondiale irriducibile entro confini e logiche nazionali, di parte, degnissimo figlio di una terra cuore dell'Europa e cerniera di popoli tragicamente ridotta a trincea dalla follia di governi e potentati economici. Le delegazioni di Fogolâr Civic e Academie dal Friûl sono state cordialmente accolte dalle rappresentanze locali e dalla commossa pronipote del presule, accostato dal prof. Travain all'immagine del veneziano Daniele Dolfin, ultimo patriarca della Chiesa orgogliosamente “transfrontaliera” di Aquileia, che vide il suo gregge disperso e diviso in ossequio alle logiche della politica.

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