Delitto Sacher, le ragazzine erano in uno stato di "immaturità"

Lo hanno dichiarato i periti incaricati dal Tribunale, aggiungendo che al momento dell'omicidio avevano "una sofferenza priva di rappresentazione, che le rendeva incapaci di intendere e di volere"

"Una condizione di profonda immaturita', con una sofferenza priva di rappresentazione, che le rendeva incapaci di intendere e di volere": è la condizione in cui versavano le due ragazzine di Udine, accusate di avere ucciso il ferroviere Mirco Sacher in via Buttrio lo scorso anno. Le due giovani, dopo l'episodio, fuggirono in automobile guidando in autostrada.

Questa è la conclusione tratta dallo psichiatra Mario Novello, il responsabile del dipartimento di salute mentale dell'Ass Medio Friuli, e la psicologa Erika Jakovcic, incaricati dal Tribunale dei Minorenni di Trieste: sono i due periti incaricati dal Tribunale per offrire una valutazione sulla maturità delle due adolescenti durante l'omicidio.

Una tesi che potrebbe alleggerire la posizione delle due ragazzine che oggi, però, sempre secondo i due periti, possono sottoporsi al processo in maniera cosciente e non sono ritenute socialmente pericolose.

Sacher morì per soffocamento e l'ipotesi, secondo la Procura di Trieste, era di omicidio volontario.

 

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