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Omicidio Lisa Puzzoli, Manduca: "Non riuscivo a fermarmi"

Così ha sostenuto l'imputato per l'omicidio della ex compagna nella sua deposizione di fronte al tribunale di Udine. "Non volevo ucciderla. Ho 'sbroccato' l'unica volta in cui avevo un coltello"

"E' come se la rabbia mi avesse avvolto completamente. Tutta la rabbia che avevo dentro stava uscendo nel peggiore dei modi. Non riuscivo a fermarmi. Mi ha fermato il fratello di Lisa colpendomi con due pugni". Vincenzo Manduca, il macellaio di 27 enne di Santa Sofia di Forlì, ha ricostruito in questo modo, deponendo di fronte ai giudici del tribunale di Udine, i drammatici momenti dell'omicidio dell'ex fidanzata Lisa Puzzoli a Villaorba di Basiliano il 7 dicembre del 2012. 

 >>LA PENA RICHIESTA DAL PUBBLICO MINISTERO<<

L'ACCUSA: OMICIDIO VOLONTARIO AGGRAVATO

"Ho visto tutto sfuocato - ha proseguito Manduca durante la sua deposizione - sono salito in macchina. Dopo qualche minuto ho capito quello che ho fatto e ho chiamato i carabinieri per prendermi le mie responsabilità. Non volevo ucciderla. Ho 'sbroccato' l'unica volta in cui avevo un coltello", ha aggiunto spiegando di essere partito per Udine dopo un litigio con la madre, che gli avrebbe detto che "era colpa mia se non mi facevano vedere mia figlia".

L'OSSESSIONE PER LA FIGLIA. Manduca era "ossessionato" del provvedimento del Tribunale dei Minori che affidava la piccola alla mamma e gli consentiva le visite solo il giovedì, con un percorso seguito dalle assistenti sociali del Comune di Codroipo.

"Lo leggevo e lo rileggevo. Mi ero convinto che non avrei potuto più vedere mia figlia", ha ammesso, come riporta l’ANSA. "Più volte mi ero rivolto alla giustizia per i torti subiti e si era sempre girata dall'altra parte. Avevo perso fiducia nella giustizia". Così ha sostenuto di essersi messo in auto per venire a Basiliano a "spaventare Lisa".

"Ho pensato 'la risolvo io'. Doveva avere tanta paura da essere lei a non chiedere più di vedermi". Il giorno antecedente il delitto aveva pensato di prendere una pistola giocattolo per spaventarla, "ma costava troppo". Partito da casa, ha "avuto l'idea di comprare il coltello che era più economico. Dovevo spaventarla. Non potevo più tornare indietro. Dovevo per forza fare qualcosa, se no voleva dire abbandonare mia figlia". E' per lei che Manduca ha scelto il processo in assise: "Due torti non fanno una ragione. Ho sbagliato, non cerco scusanti. Ho fatto quello che ho fatto. Devo qualcosa a mia figlia. Le devo la verità. Non può crescere sapendo cose sbagliate di me e Lisa. Non può crescere in mezzo all'odio".

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