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Nella foto Vasile Izvoranu, il 25enne romeno fermato per l'omicidio di sabato scorso ad Arezzo

Nella foto Vasile Izvoranu, il 25enne romeno fermato per l'omicidio di sabato scorso ad Arezzo

Romeno domiciliato a Udine arrestato per omicidio

Vive a Udine Vasile Izvoranu, il ragazzo romeno, arrestato assieme alla sorella, per l'omicidio di sabato scorso ad Arezzo. All'origine della notte di sangue, pare, una spallata interpretata come offesa e mancanza di rispetto

Saranno ascoltati questa mattina ad Arezzo i fratelli romeni Valise e Livia Izvoranu accusati rispettivamente di omicidio e di tentato omicidio, in seguito alla notte di sangue che si è consumata sabato scorso in via Galvani ad Arezzo, nella quale è morto il 29enne albanese Piro Mocka.

Vasile Izvoranu viveva a Udine ed era appassionato di musica metal, passione che lo aveva portato a suonare anche in una band. Si recava spesso ad Arezzo, pare, per andare a trovare la sua compagna. Le indagini fulminee dei Carabinieri della città toscana, avevano permesso già domenica, il giorno seguente ai fatti, di fermare i due fratelli in fuga, proprio prima che entrassero nella stazione cittadina e salissero su un treno che li avrebbe riportati, probabilmente, in Romania. 

Ad incastrarli sarebbero stati i telefoni cellulari: i carabinieri, partendo dalla cella della zona del crimine, sono riusciti a trovare i numeri di cellulare e a seguire i due, fermandoli prima che lasciassero la città. Come ricostruito dagli inquirenti, la lite sarebbe iniziata all’interno del locale per futili motivi: forse addirittura per una spallata interpretata come una mancanza di rispetto.  I fratelli si difendono affermando di essere stati aggrediti. La loro versione sarà confrontata con quella dei testimoni, che sembra però contrastare in vari punti. Il giovane sarebbe stato aggredito alle 2.30 circa all’esterno della discoteca Next: i fendenti lo hanno raggiunto all’addome, probabilmente anche al cuore. Nella colluttazione anche altri due giovani albanesi, amici della vittima, sono rimasti feriti.

Articolo scritto grazie a www.arezzonotizie.it

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