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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Omaggio popolare udinese a Giulio Regeni, “cittadino ideale di Udine”, nel secondo anniversario

“Atto umanitario, antitirannico, patriottico” presso la Colonna della Giustizia in Piazza Libertà. Travain (Fogolâr Civic - Academie dal Friûl): “Governi italiani tiepidi nel rivendicare giustizia. È mancata poi una vera solidarietà europea!”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Giovedì 25 gennaio 2018, “secondo anniversario dell'impunita tragedia del martire civico friulano Giulio Regeni”, dichiarato dall'Arengo popolare del capoluogo storico friulano “cittadino ideale di Udine” nella seduta del 29 settembre 2017 (delibera arengumutini290917.17.8.3), il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl” unitamente alla Cameraria arengaria, renderanno omaggio, presso la colonna forense udinese della Giustizia in Piazza Libertà, alla grata memoria del probo e compianto corregionale, con posa, alle ore 19.41, ora della scomparsa, di dediche sociali commemorative e rivendicative di soddisfazione. Si piegheranno, così, le bandiere da combattimento udinesi e friulane risalenti al tempo del patriarca Bertrando, che il Fogolâr Civic oggi ripropone come sintesi storica di senso civico radicato nel territorio.

È stata invitata anche la Rappresentanza municipale, a conferma della nobiltà della posizione assunta dall'Amministrazione in merito al caso Regeni e dell'alta dignità mostrata dal Sindaco uscente, prof. Honsell, che lo scorso 25 gennaio, ad un anno dalla tragedia, volle tributare pubblici onori al martirizzato studente friulano con deposizione di corona civica insieme all'associazionismo locale più mobilitato. Va ricordato che dal 25 gennaio dello scorso anno, a cadenza mensile, Fogolâr Civic e Academie dal Friûl hanno caparbiamente rinnovato, in quel medesimo luogo, puntuali onori all'odierno martire civile friulano, formandovi attorno presidio sociale della memoria del tragico fatto e dell'oltraggiato orgoglio del Friuli e, di conseguenza, della sua capitale. Facendosi carico di questo impegno oltreché umanitario ed antitirannico anche patriottico, i due sodalizi, guidati dal prof. Alberto Travain, continuano a deprecare la condotta giudicata tiepida dei governi italiani nella gestione manifesta del caso e la mancata solidarietà fattiva dei partner eurocomunitari.

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