La Polizia smantella traffico internazionale di droga: cocaina ed eroina nascoste tra i prodotti alimentari made in Italy

L'organizzazione criminale, con base a Rotterdam, aveva smistato oltre 750 chili di droga per un valore di 8 milioni di euro

Una confessione o meglio una richiesta d'aiuto presentata alla Questura di Udine ha permesso di smantellata una organizzazione internazionale dedita al narcotraffico di cocaina ed eroina. L'Sos viene lanciato a gennaio del 2018 da un uomo che, pur coinvolto nello spaccio di droga come corriere, vedendosi minacciato a causa della sparizione di 14 kg di stupefacente, si rivolge alla Polizia. L'uomo di origini napoletane, coniugato con una donna albanese per cui sono scattati i domiciliari, decide di svuotare il sacco dopo essere stato  “interrogato” con metodi brutali dai suoi complici olandesi.

Le indagini

A quel punto scattano le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Trieste e svolte dalla Polizia di Stato che hanno consentito al Gip del Capoluogo giuliano di emettere Ordinanza applicativa della custodia cautelare a carico di 26 soggetti, parte dei quali all’estero, indagati a vario titolo di associazione per delinquere e detenzione a fini di spaccio di considerevoli quantità di cocaina ed eroina. Oltre due anni di indagini svolte dalle Squadre Mobili delle Questure di Trieste e di Udine, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno con le investigazioni dirette dalla Procura Distrettuale di Trieste nell’ambito di un fascicolo processuale per traffico transnazionale dall’Olanda all’Italia di cocaina ed eroina che hanno portato all'arresto della mente dell'organizzazione criminale Kasa Arian, 36enne albanese che gestiva il traffico di stupefacente da un'autofficina sita a Rotterdam .

Gli arresti

Nel corso delle prime ore della mattinata odierna, in esecuzione di ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip di Trieste Tomassini su richiesta del Pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste De Bortoli, titolare del fascicolo, sono scattati gli arresti eseguiti dalle Squadre Mobili di Trieste ed Udine, unitamente al Servizio Centrale Operativo e al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (con il dipendente Esperto per la Sicurezza nei Paesi Bassi), con il supporto delle Squadre Mobili delle Questure di Perugia, Genova, Gorizia, Imperia, Grosseto, Pordenone, Savona, Lucca, Vicenza, Treviso; contestualmente sono state effettuate perquisizioni nei confronti di altri soggetti dalle Squadre Mobili delle città di Milano, Brescia e Piacenza. Sono 26 gli indagati colpiti da ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari. Tra questi alcuni si trovano all’estero; due dei vertici dell’organizzazione sono stati arrestati in Olanda. I corrieri di droga, entrambi italiani (un 40enne di origini campane ed un 62enne friulano) rispettivamente residenti nelle provincia di Trieste e di Udine facevano capo ad un’organizzazione albanese la cui sede di smercio della droga è stata individuata nella città di Rotterdam e con cellule sparse in diversi centri italiani. Lo stupefacente (eroina, cocaina, hashish e marijuana), veniva introdotto in territorio Italia attraversando i valici di Tarvisio e del Brennero, occultato in vetture attrezzate con doppi fondi. Successivamente veniva smistato in ragione delle necessità “di mercato”  ai vari referenti territoriali che si occupavano di spaccio.

Le cellule

Di nazionalità albanese le cellule operanti in Italia destinatarie della droga da spacciare nei territori di competenza ad eccezione di due italiani, uno ligure e l’altro calabrese, individuati ad Arma di Taggia (IM). Oltre alla cessione di diversi chilogrammi di stupefacente ai vari destinatari facenti parte del circuito albanese, i due corrieri italiani residenti nel Friuli hanno gestito autonome reti di spaccio a favore di fidati clienti residenti nella provincia di Trieste e nelle provincie di Vicenza, Treviso e Pordenone.

La confessione

Grazie ai dettagli forniti dal corriere pentito sono state avviate immediate attività investigative da parte delle Squadre Mobili delle Questure di Trieste e di Udine a riscontro delle dichiarazioni del campano, che peraltro apparivano sostanzialmente verosimili sin dall’inizio, visto che l’uomo si autoaccusava d’avere introdotto in Italia, per conto dell’organizzazione albanese, circa 750 kg tra cocaina ed eroina a fronte di considerevoli somme di denaro spostate in Olanda quali provento della vendita dello stupefacente; i trasporti dello stupefacente e dei corrispettivi in denaro venivano effettuati all’interno di doppifondi ricavati in vetture preparate dalla medesima compagine criminale, utilizzate dai corrieri ed intestate agli stessi.

I doppifondi

Estromesso tale soggetto, le investigazioni hanno dimostrato come il suo posto sia stato preso da un suo complice, un uomo di sessantadue anni residente a Latisana, il quale fattosi avanti, otteneva dalla medesima associazione per delinquere due vetture con doppifondi utili per il trasporto di droga e denaro. L’attività illecita posta in essere in solitaria da parte di quest’ultimo, portata avanti con grande determinazione e capacità delinquenziale, ha avuto inizio nel corso del 2018 quando, a decorrere dal mese di aprile, ha cominciato ad effettuare viaggi dall’Italia all’Olanda, sempre presso la medesima officina, dove recuperava lo stupefacente da consegnare alle cellule residenti in Italia, prelevando da queste le somme di denaro destinate alla base olandese.

Eat Enjoy

L’uomo, particolarmente accorto e smanioso di effettuare viaggi e consegne droga/denaro allo scopo di ottenere sempre maggiori guadagni ricavati in percentuale dai carichi consegnati, al fine di eludere eventuali controlli anche all’estero, si spacciava quale rappresentante di prodotti italiani e, in occasione delle trasferte illecite, applicava sugli sportelli delle vetture in uso dei pannelli pubblicitari con l’insegna “Eat Enjoy”, caricando nell’abitacolo del mezzo una divisa da cuoco e  prodotti alimentari della tradizione italiana. In tale contesto, dalle investigazioni svolte, è emerso come in più circostanze, dall’aprile al luglio del 2018 tale ulteriore corriere abbia introdotto in Italia e recapitato ai vari destinatari circa 32 kg di cocaina, a fronte di una somma complessiva di 500.000 euro consegnata ai vertici dell’organizzazione.

I destinatari

Via via è stato possibile identificare i diversi destinatari della droga in occasione delle varie consegne effettuare a Foligno (PG), Perugia, Marina di Grosseto (GR), Toirano (SV), Genova, nelle Provincie di Vicenza e Treviso, nonché ad Arma di Taggia (IM); proprio in tale ultimo centro, in data 16.07.2018, a riscontro delle investigazioni, sono stati sequestrati circa 5 kg di cocaina ad elevatissimo grado di purezza destinata al mercato locale. 

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