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Foto tratta dal blog Comitato pendolari Alto Friuli

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Nuovi treni fermi un anno e mezzo: un investimento di 80 milioni

Dalla prossima primavera dovrebbero essere finalmente a disposizione dell'utenza gli otto treni Civity ETR 563 acquistati dalla Regione e fermi da tempo a Trieste e Cervignano

Entreranno in servizio la prossima primavera i nuovi otto elettrotreni Civity ETR 563 acquistati dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Lo ha annunciato sul suo portale il Comitato pendolari Alo Friuli.

L’investimento di oltre 80 milioni di euro prevede l’acquisto di 12 treni dalla spagnola Caf (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles), 8 già di fatto consegnati e fermi a Trieste Centrale e Cervignano e altri 4 abilitati per l’esercizio anche sulle reti slovena ed austriaca, che verranno consegnati nel corso del 2015.

Gli otto nuovi Civity ETR 563 hanno una lunghezza di quasi 92 metri, una capienza di 296 posti a sedere ed una velocità massima di 160 chilometri all’ora e andranno a sostituire le obsolete Ale 801, in servizio da quasi quarant’anni.
La data dell’entrata in esercizio è stata ufficializzata dall’Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Mariagrazia Santoro, al termine della riunione avuta a Roma con i rappresentanti dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza ferroviaria (Ansf) e della stessa azienda costruttrice basca.

Una riunione, come ha dichiarato Santoro, voluta dalla Regione per cercare di risolvere una situazione di forte criticità che «si trascina ormai da troppo tempo, a tutto discapito della numerosissima utenza regionale, in buona parte pendolari, che fruisce quotidianamente del Tpl su ferro».

L’incontro nella capitale ha permesso di condividere con l’Ansf e Caf un dettagliato cronoprogramma che consentirà alla Regione Friuli Venezia Giulia di verificare gli impegni sin qui assunti ma soprattutto, ha indicato l’assessore, «di concludere entro il prossimo mese di marzo le pur complesse procedure per l’omologazione dei treni, un passaggio indispensabile per la successiva messa in esercizio degli otto ETR».

La notizia circolava già da alcune settimane tra gli addetti ai lavori: con tutta probabilità il cronoprogramma delle operazioni di omologazioni permetterà l’effettiva messa in esercizio dei nuovi mezzi a maggio 2014, quando anche l'addestramento del personale sarà concluso.

Un ritardo di un anno e mezzo che a nostro parere non può essere tollerato e giustificato dalla solita burocrazia. Una commessa di oltre 80 milioni di euro non rispettata nei termini deve necessariamente avere delle responsabilità, oppure a pagare sarà sempre Pantalone? Vogliamo conoscere i motivi reali di questo ritardo, che a nostro parere non può essere scaricato solo sul costruttore Caf, forse l’unico soggetto veramente interessato all’immediata messa in esercizio dei mezzi, visto che fino a tale data non verrà pagato per il residuo prezzo.

Una partita gestita male, malissimo da tutti, ma dalla Regione in particolare che ha "dormito" sperando forse che qualcun altro togliesse le castagne dal fuoco ... Troppo tardi il ravvedimento della politica, avvenuto solo dopo le denunce apparse sulla stampa e le sollecitazioni dei Comitati dei Pendolari. Si è detto che gran parte dei problemi sull’omologazione discendono dal fatto che l’ETR 653 è un modello nuovo per l’Italia e pertanto dalle difficoltà riscontrate dall'Ansf in sede di omologa; peccato però che il Trasporto Ferroviario del Montenegro (?eljezni?ki prevoz Crne Gore) abbia acquistato gli stessi e identici treni dopo di noi e oggi questi mezzi sono già stati omologati e già circolanti lungo la tratta Podgorica-Niksic.

Attendiamo quindi risposte, anche nelle sedi istituzionali competenti, perché gli 80 milioni di euro appartengono alla fiscalità collettiva regionale e quindi da contribuenti vogliamo capire i motivi di questo ritardo e soprattutto vogliamo che qualcuno si assuma la responsabilità, concetto poco conosciuto dalla nostra politica e soprattutto dalla nostra pubblica amministrazione.
Il prossimo 15 dicembre partirà il nuovo orario cadenzato anche in Friuli Venezia Giulia; per ora circolano tante anticipazioni di difficile lettura e interpretazione, ma di ufficiale ancora non si sa nulla.

Di certo il cadenzato, come per il vicino Veneto, determinerà una vera e propria rivoluzione negli orari e quindi nelle abitudini degli oltre 20.000 pendolari friulani. E’ un peccato che in questo impostante “passo” i Comitati dei Pendolari non siano stati minimamente interpellati e consultati previamente da Regione e Trenitalia. Per questo il Coordinamento dei Comitati Pendolari regionali (Comitato Pendolari Alto Friuli, Comitato Pendolari spontaneo FVG e Comitato Nodo di Udine) si riunirà la prossima settimana per fare il punto della situazione e probabilmente richiedere un incontro urgente con l’Assessore Santoro. E' necessario infatti avere risposte in ordine alle tante questioni in sospeso dalla questione tariffe 2014, alla situazione contrattuale di Trenitalia (applicazione delle penali 2012 non ancora comunicate), all'avvio del piano stazioni minori (dove sono già disponibili 400.000 euro) alla Gemona-Sacile, questione che pare esser passata nel dimenticatoio.
Da ultimo rileviamo che anche i dati parziali del monitoraggio di novembre denotano una buona tenuta della qualità del servizio lungo la Udine-Tarvisio: dopo i buoni risultati di ottobre anche a novembre il trend rimane positivo, senza soppressioni e con ritardi minimi contenuti.

Pensare che da quasi un anno disponiamo di 8 nuovi treni in grado di garantire una maggior affidabilità al servizio, una maggior velocità commerciale e un migliore confort di viaggio, non fa altro che aumentare il magone dei pendolari.

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