Moría di api e produzione di miele dimezzata, una soluzione arriva dall’Australia

L'innovativa arnia creata dalla famiglia Anderson permetterà di raccogliere il miele lasciando le api finalmente indisturbate

Gli ultimi dati dicono che in regione è andato perso circa il 40% degli alveari. Un dato riconducibile quasi sicuramente a più fattori di inquinamento: effetto serra, pesticidi e inquinamento elettromagnetico i principali imputati, a cui si aggiunge l’azione di qualche acaro parassita, come l’inarrestabile varroa.

Qualche numero? I 15 mila apicoltori del Friuli Venezia Giulia da una media di 6 mila quintali di miele annui sono scesi a 3 mila quintali. Da anni gli apicultori di tutto il mondo espongono le loro preoccupazioni e lanciano allarmi, perché il problema non è solo europeo, ma planetario e umano. Negli anni scorsi è stata stimata in tutta l’Unione Europea una diminuzione complessiva della popolazione di api del 50%. Dato che è fonte di grande apprensione, non solo per la produzione di miele, quanto per l’importanza che l’impollinazione ha nelle catene di vita. 

Ora, però, una possibile soluzione, quanto meno una flebile speranza, arriva dall’Australia con l’invenzione della famiglia di apicultori Anderson, Stuart e Cedar, padre e figlio, grazie alla quale le api di tutto il mondo potrebbero finalmente tirare un sospiro di sollievo. Questo nuovo progetto permette infatti di raccogliere il miele dagli alveari senza disturbare le api al loro interno. Un’innovazione che funziona fornendo alle api una parete incompleta di un favo che poi le api completano con la propria cera. Così, dopo che le api hanno riempito le celle con il miele e le hanno richiuse con la cera, l’apicoltore potrà aprire la parete dall’altra parte e lasciar fluire il miele senza arrecare alcun disturbo alle api che, successivamente, riapriranno le celle all’interno e le riempiranno nuovamente di miele.

“Con questo sistema – dichiarano in questo video i due inventori-  si spera di riuscire ad aiutare le colonie di api a lavorare senza che nessuno le disturbi, regalando loro un po’ di serenità”.

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