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Si appropriava delle somme versate dai clienti per le imposte. Notaio rinviato a giudizio

Ometteva di pagare le imposte e i tributi, 310 clienti ora rischiano di dover pagare per una seconda volta. La somma totale contestata al professionista friulano è di 584.990 euro. Intanto, dalla prossima settimana fino alla sentenza della Corte d'Appello, scadrà la sospensione e il notaio ricomincerà ad esercitare

Riceveva somme dai suoi clienti per pagare imposte catastali, ma non le versava all’erario. 310 le persone danneggiate che ora per giunta rischiano di dover pagare le somme per una seconda volta.

Ieri la Procura della Repubblica di Udine ha richiesto il rinvio a giudizio a carico di Fabio Conte a cui vengono contestati il reato di peculato, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e omesso versamento delle imposte sul valore aggiunto. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza del capoluogo friulano, sono iniziate da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate dopo alcuni ritardi nei pagamenti delle imposte di registro e ipo-catastali. Fra il 2012 e il 2013 sono 161 gli episodi di peculato contestatigli. In questi avrebbe omesso di pagare le imposte destinate all’erario, per un ammontare di 502.990 euro, e quelle all’Agenzia del Territorio, per un totale di 10.810, annotando le somme come ‘pagate’.  Alle Fiamme Gialle non risulta inoltre il versamento Iva di 82 mila euro per l’anno di imposta 2011.

Il notaio verso ottobre-novembre 2013 era stato sospeso dalle sue funzioni dal gip del tribunale di Udine e gli erano stati sequestrati beni di pregio nelle abitazioni e nello studio di Udine, Villa Vicentina e Sedegliano.

Dalla prossima settimana il provvedimento scadrà e il notaio tornerà ad esercitare, almeno fino alla pronuncia della Corte d’Appello; questo anche se il Comitato disciplinare competente sulle Tre Venezie ha deciso di radiarlo dall’albo.Come riporta il Quotidiano FVG, il presidente del Consiglio Notarile di Udine, Giancarlo Suitner, suggerisce  alle vittime di inserirsi nel procedimento e avviare un’eventuale azione di risarcimento danni, oppure di ricorrere alla commissione tributaria. Inoltre, in caso di condanna definitiva, si può avanzare una richiesta di ristoro danni al fondo di garanzia del consiglio nazionale del notariato. Sul sito dell’ordine, www.consiglionotarileudine.it, sono state pubblicate le indicazioni tecniche rivolte alle circa 310 persone coinvolte nella vicenda, che rischiano di dover pagare due volte.

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