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Insegnanti di asilo nido stanchi, lavoro troppo duro. Il Comune di Udine cerca una soluzione

Impossibilitati a svolgere la professione, hanno costretto l'amministrazione a esternalizzare il servizio. L'assessore Basana: "Al vaglio l'ipotesi di valorizzare le loro competenze anche in altri ambiti"

Assunti a tempo indeterminato ma con una schiena 'a pezzi' per il proprio lavoro: è il caso di alcuni educatori di asilo nido che, qualche giorno fa, hanno presentato i certificati di inidoneità al Comune, trovatosi costretto a esternalizzare le risorse della struttura 'Dire fare giocare' attraverso nuovo personale. Circa 12 dipendenti comunali, quindi, non riescono più a svolgere questo genere di lavoro che sarebbe troppo logorante.

Sulla vicenda è intervenuta l'assessore all'Educazione Raffaella Basana:

“Un lavoro svolto ad altissimi livelli di professionalità e competenza e che ha incontrato sempre l'apprezzamento non solo dell'amministrazione comunale, ma anche e soprattutto delle famiglie. Un tipo di lavoro, tuttavia, che siamo consapevoli essere usurante e che costringe alcuni educatori, loro malgrado, a non poterlo più svolgere. Ecco perché si è reso necessario pensare a delle forme di esternalizzazione del servizio, pur garantendo gli stessi livelli di efficienza raggiunti dal personale che, attualmente, non se ne può più occupare”.    

A partire dal prossimo anno, quindi, palazzo D'Aronco si troverà costretto ad esternalizzare la gestione di uno dei nidi comunali, viste anche le normative sull'assunzione di nuovo personale.

“Pur nella convinzione di voler mantenere il più possibile un servizio educativo così importante nella gestione diretta del Comune – spiega ancora Basana – la scelta di trovare altro personale esterno è stata dettata da una duplice necessità. Da un lato, garantire un servizio essenziale per molte famiglie e, dall'altro, rispettare le norme di legge sull'assunzione di nuovo personale negli enti pubblici. Questo però – conclude – non vuol dire che intendiamo perdere la professionalità acquisita dal personale comunale che, ripeto, non fosse costretto da motivi di salute, avrebbe volentieri continuato a svolgere quel ruolo. Stiamo pertanto ipotizzando – anticipa – a delle forme di prevenzione delle patologie professionali e di valorizzazione delle competenze educative acquisite anche in ambiti diversi dall'asilo nido”.

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