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Nicola Gratteri: «Anche nella vostra regione c'è il traffico di cocaina»

Il magistrato antimafia è intervenuto al Laboratorio Internazionale della Comunicazione a Gemona: «In Italia abbiamo le migliori leggi antimafia del mondo, benché un il processo penale sia lentissimo, mentre gli altri Paesi europei non sono attrezzati per combattere le mafie, in quanto queste si rendono invisibili e loro, sbagliando, credono che non esistano nei loro stati»

Un milione di euro pesa 2,2 kg, mentre 1 milione di dollari arriva a più di 10 chili. Ecco perché l’euro è la moneta prediletta dei narcotrafficanti e dei loro sodali. La Ue dovrebbe abolire la banconota più gettonata, quella da 500 euro. Lo ha spiegato oggi a Gemona del Friuli, davanti a una foltissima platea di studenti e studiosi, ma anche con molte persone giunte da tutto il Friuli, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, relatore d’eccezione al Laboratorio Internazionale della Comunicazione, in corso fino al 14 agosto nella cittadina pedemontana, sotto la direzione di Emanuela De Marchi.

“Sogno una Onu diversa – ha esordito Gratteri -, che sia in grado di intervenire direttamente sui grandi produttori di cocaina in Sudamerica inducendoli a piantare granturco ottenendo il mancato guadagno e un’Europa capace di preoccuparsi davvero della sicurezza dei suoi cittadini”. Magistrato che vive sotto scorta da anni e che ha scritto 11 libri sulla ‘ndrangheta, Gratteri ha parlato a lungo del suo ultimo volume, “Oro bianco”, scritto con Antonio Nicaso (Mondadori, 2015), che analizza i traffici di cocaina gestiti a livello internazionale dalla criminalità organizzata. “Traffici visti da vicino”, ha raccontato, nel viaggio negli unici tre stati del mondo dove la coca si produce allo stato naturale: Bolivia, Colombia e Perù. “In quei luoghi – ha fatto sapere – un chilo di cocaina con il 98% di principio attivo costa 1.200 euro, e da noi arriva allo spaccio arriva solo al 25% di principio attivo, e costa molto, molto di più”.  Un intervento dell’Onu, ha precisato il magistrato, “ sembra un’utopia perché l’Organizzazione delle Nazioni Unite si muove sempre un minuto dopo la strage o la tragedia, mai prima a causa dei veti incrociati che rendono tutto il processo decisionale molto lento. Eppure è una cosa che si potrebbe fare – ha commentato – e così avremmo molti giovani ancora in vita”.

Gratteri ha poi sottolineato che “in Italia abbiamo le migliori leggi antimafia del mondo, benché un il processo penale sia lentissimo, mentre gli altri Paesi europei non sono attrezzati per combattere le mafie, in quanto queste si rendono invisibili e loro, sbagliando, credono che non esistano nei loro stati. E queste organizzazioni criminali, invece – ha evidenziato –, le organizzazioni criminali prosperano anche senza fare morti per le strade o bruciare automobili”. Il magistrato, dunque, ha auspicato “un’Europa che abbia interesse alla propria sicurezza e crei un sistema normativo sul modello italiano”. Gratteri si è poi soffermato sulla liberalizzazione delle droghe leggere, esprimendo una “netta contrarietà”, perché “fanno male, creano dipendenza e liberalizzandole non si risolve neppure il problema del narcotraffico, perché sono marginali”.

Parlando della diffusione territoriale delle mafie legate al traffico di droga, Gratteri ha affermato che “non c’è un territorio in tutta Europa che non sia interessato dalle mafie, e quindi – ha aggiunto – anche il Friuli Venezia Giulia ci sono trafficanti di cocaina, posto che questa non si vende in farmacia, e i ricavati sono investiti anche qui. Rispetto ad altri territori – ha concluso – cambiano solo le proporzioni”. 

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