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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

La musica del Tomadini sbarca in Armenia e Georgia

Presentato il progetto internazionale del Conservatorio udinese: 4 concerti e oltre 100 ore di lezioni, conferenze e masterclass

Il Friuli e la sua musica ai confini dell'Europa. Un importante contributo della Fondazione Friuli e della Regione consentirà a studenti e docenti del conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine di portare l'eccellenza della musica italiana nelle città di Yerevan e Tbilisi. «Quattro concerti in sale straordinarie e moltissime ore di lezioni e conferenze: un'occasione unica per i nostri studenti di fare un'esperienza di studio e di produzione internazionale. È un'opportunità eccezionale per far conoscere il nostro conservatorio e il nostro territorio nel mondo.» Così il Direttore del Tomadini, Mo. Virginio Zoccatelli, descrive il progetto che vedrà coinvolti in compartecipazione i conservatori di Yerevan e Tbilisi. E continua: «Abbiamo impostato il viaggio in modo che la musica sia centro ed occasione di un proficuo scambio artistico, umano e culturale tra i nostri studenti e docenti e quelli delle istituzioni dei paesi ospitanti. Tutto il conservatorio di Udine ha collaborato alla definizione di questo progetto e alla sua realizzazione. Condivideremo poi l'esperienza con un documentario, una testimonianza del Friuli e della sua musica nel mondo. Ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo della Fondazione Friuli, che da subito ha mostrato un'attenzione particolare al nostro progetto e ci ha permesso di concretizzarlo

Diciannove gli studenti in viaggio e con loro dieci docenti. Porteranno in Armenia e Georgia anche trascrizioni e nuove composizioni ad opera di molti dei loro compagni compositori. Tra i docenti coinvolti Glauco Venier, orgoglio udinese della scena jazz internazionale, il sassofonista Alfonso Deidda, i docenti di canto lirico Paoletta Marrocu ed Emanuele Giannino, l'oboista Sandro Caldini e i compositori Mario Pagotto e Giovanni Albini, quest'ultimo delegato alle relazioni del Tomadini e coordinatore del progetto. «Ogni concerto vedrà la collaborazione di studenti e docenti delle istituzioni coinvolte», precisa Albini, «l'idea è quella di fare musica insieme, senza confini.» Marco Somadossi, docente di strumentazione per banda presso il nostro Istituto, dirigerà gli ensemble. E il docente di tecniche della ripresa e della registrazione audio del Tomadini Andrea Carli, fidato collaboratore di Riccardo Muti e Keith Jarret, coordinerà le riprese e la documentazione sonora.

Il progetto nasce grazie ad una Convenzione che è stata sottoscritta tra il Conservatorio di Udine e la Fondazione Friuli il 24 settembre di quest’anno, che aveva proprio lo  scopo promuovere l’internazionalizzazione dell’attività degli studenti e dei docenti.

La Georgia e l'Armenia negli ultimi anni si stanno sempre più affacciando sulla scena europea, favorendo scambi culturali e commerciali e inserendosi passo a passo nelle dinamiche europee. Con il suo progetto il conservatorio di Udine si inserisce in questo processo, garantendo un posto in prima fila al Friuli ai confini dell'Europa.

4 concerti:

  • il 4 Ottobre alle 19:00 presso la Concert Hall del Conservatorio di Yerevan nel quale saranno presentati alla delegazione italiana strumenti e musiche della tradizione popolare armena;
  • il 5 Ottobre alle 19:00 presso la Concert Hall dell'Aram Khachatryan Museum di Yerevan su musiche composte o trascritte dai compositori del conservatorio di Udine, eseguite da un'orchestra da camera di studenti e docenti dei due conservatori;
  • l'11 Ottobre alle 21:00 una jam session in un jazz club di Tbilisi, condotta dal rettore e sassofonista del Conservatorio di Tbilisi Reso Kiknadze e dai docenti del Tomadini Glauco Venier e Alfonso Deidda con gli studenti del conservatorio di Tbilisi;
  • il 12 Ottobre alle 18:00 presso la Recital Hall del conservatorio di Tbilisi su musiche composte o trascritte dai compositori del conservatorio di Udine, eseguite da un'orchestra da camera di studenti e docenti dei due conservatori.

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