Parcheggia davanti al suo locale per caricare la merce per le consegne ma viene multata

Paradossale vicenda che vede protagonista la titolare dell'Osteria Al Cappello di Udine: in questi giorni di lockdown sta effettuando le consegne a domicilio, ma non può arrivare con l'auto davanti al suo locale per caricare e scaricare le merci

L'esterno dell'Osteria Al Cappello

La città è deserta e a far più rumore di tutto, in una città come Udine, è il silenzio che regna fuori dalle osterie. Luogo d'eccellenza dei ritrovi friulani, anche questi locali sono rigorosamente chiusi, anche se alcuni si sono riorganizzati per effettuare delle consegne a domicilio, vuoi per andare incontro alle esigenze dei clienti, vuoi per smaltire i prodotti ordinati prima del lockdown, che altrimenti andrebbero buttati con un accumulo di perdite. Protagonista di una paradossale vicenda è Valentina Gortan Cappellari, co-titolare dell'amatissima osteria Al Cappello, di via Paolo Sarpi, in centro a Udine, multata per aver parcheggiato la sua auto proprio davanti al locale, per il tempo di effettuare il carico-scarico delle merci da consegnare a domicilio.

I fatti

La vicenda si riferisce a ieri pomeriggio, martedì 7 aprile, quando intorno alle 17.30 la titolare si è recata al suo locale per scaricare alcune merci e caricare dei cartoni di vino. «Sto provando a fare il servizio a domicilio, si fa tanta fatica in questo momento, ma dobbiamo rimboccarci le maniche.. io ho sei dipendenti. Ieri ho messo la macchina sul mio suolo pubblico che pago regolarmente senza tra l'altro aver al momento nessun tipo di sconto, di fronte all'osteria, attaccata all'ombrellone per lasciare libero il passaggio ad altre vetture anche se la città è deserta. Ho scaricato e caricato l'auto, poi sono entrata nel locale a bagnare le piante e a controlalre i frighi, e in tutto sarò stata dentro 25 minuti: una volta uscita ho trovato la multa».

Lo sfogo

«In condizioni normali so benissimo che la macchina non può stare lì, in una situazione come questa in cui i commercianti cercano di dare un servizio in condizioni non facili non mi sarei mai aspettata di essere sanzionata con tutte le difficoltà che stiamo affrontando, a fronte del fatto che la città era deserta e che anche durante l'anno chi lavora in centro storico ha le sue difficoltà con i permessi per le auto». Per la Gortan Cappellari, infatti, questa è più che altro la goccia che fa traboccare un vaso che per lei, così come per tanti altri commercianti, era già più che colmo.

La reazione

«Nonostante ritenga certe norme un po' idiote, anche nel periodo della Ztl sono sempre stata ligia alle regole. Ma noi ad esempio siamo una locanda e dobbiamo spesso accogliere ospiti che arrivano a orari diversi da quelli consentiti per il transito in centro storico. I vigili spesso non rispondono, una volta addirittura mi son sentita dire che erano in pausa.. Ho sempre pensato che si potesse prevedere un tagliando come si fa a Milano, che si acquista per il tempo necessario alla permanenza in centro storico, ma qui addirittura il ticket di notte non funziona e se uno dei nostri ospiti che arriva tardi e la mattina vuol dormire, non può nemmeno pagare in anticipo». Quella dei parcheggi in centro è una questione che scotta parecchio e in un momento particolare e delicato come quello che stiamo vivendo, anche una multa da 30 euro è sembrata davvero eccessiva. 

«So benissimo che non esiste la legge del buonsenso, ma noi essere umani dovremmo differenziarci dalle bestie proprio per quello. Non sono i 30 euro di multa, il problema. Il punto è l'assurdità della cosa: anche il ragazzo della gelateria a fianco era in negozio ma per fortuna ha visto il vigile e gli ha spiegato la situazione. Gli è stato detto che in questo momento i parcheggi sulle strisce blu sono gratuiti, ma se noi dobbiamo caricare e scaricare tante cose non possiamo certo parcheggiare lontano, così non gli ha fatto la multa. A me non è andata altrettanto bene e so che la ragione non sarà dalla mia».

Una volta andata nella sede dei vigili, in via Girardini, la Gortan Cappellari si è sentita rispondere che erano chiusi e di ritornare il giorno dopo.«Sono riuscita a spiegare l'accaduto e mi è stato detto che entrando in una zona oggetto di divieto avrei dovuto telefonare ai vigili e chiedere l'autorizzazione di passaggio. Ho chiesto ai colleghi se sapessero di questa possibilità e nessuno ne sa nulla».

«Quel che penso è che viviamo in una città piccola, in una regione relativamente piccola dove le regole potrebbero essere più chiare e semplificare la vita di chi lavora», conlcude. Intanto, oltre a continuare a pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico pur non occupandolo, la Gortan Cappellari salderà anche i 30 euro di multa.

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