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«No ai circhi con gli animali»: la proposta parte dal Friuli Venezia Giulia

I consiglieri Novelli e Ziberna hanno presentato una mozione con cui promuovere regolamenti comunali che vietino l'attendamento di circhi e mostre viaggianti con alcuni animali al seguito

Nei circhi italiani ci sono circa 2.000 animali prigionieri, sottoposti a condizioni di torture e sofferenze. La materia è disciplinata con legge statale, ma la nostra Regione potrebbe intervenire con dei divieti sul suo territorio. Ecco perché i consiglieri regionali di Forza Italia Rodolfo Ziberna e Roberto Novelli hanno presentato una mozione con cui promuovere regolamenti comunali che vietino l'attendamento di circhi e mostre viaggianti con al seguito esemplari di primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni.

"La tortura degli animali è reale - sostengono Ziberna e Novelli - se si considerano le dimensioni medie di un circo e gli animali ospitati (un leone o una tigre del circo vive in uno spazio di 3 metri quadri). La realtà dell'addestramento, inoltre, si basa prevalentemente sulla violenza, fisica e psicologica, sulla paura del dolore prodotto da bastoni, percosse, a volte anche dai pungoli elettrici, e sulla privazione del cibo. In gabbia gli animali soffrono e i segnali del loro malessere sono evidenti: in cattività sviluppano atteggiamenti stereotipati, come dondolarsi continuamente o girare su se stessi".

"Non c'è nulla di educativo in tutto questo", commentano ancora i due consiglieri di Forza Italia ricordando la Dichiarazione universale dei diritti dell'animale del 1978, ma anche le leggi nazionali n. 281 del 1991 e n. 189 del 2004, che hanno fissato principi di grande valore etico quali il dovere dello Stato di tutelare gli animali d'affezione, il riconoscimento dei reati di maltrattamento e uccisione degli animali se compiuti per crudeltà e senza necessità, punendo chiunque maltratti gli animali, e che per tale via sono state poste le basi per il riconoscimento giuridico degli animali in quanto esseri senzienti e non più mera "res".

La legge regionale sulla materia - fanno notare i due esponenti azzurri - attribuisce al sindaco la responsabilità del controllo e della vigilanza sul benessere e la tutela di tutti gli animali presenti nel territorio comunale, siano essi d'affezione, da reddito, da cortile, selvatici o esotici, e tale obbligo deve quindi considerarsi naturalmente esteso anche alle strutture che detengono gli animali, imponendo l'attenzione sui loro aspetti gestionali, strutturali, amministrativi, igienici, sanitari, urbanistici e ambientali. Da qui la mozione con cui si chiede alla Giunta di attivarsi, in collaborazione con l'Anci FVG, affinché tutte le competenti istituzioni comunali provvedano a dotarsi di appositi regolamenti e conseguenti divieti ai circhi.

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