Il Comune approva la mozione della minoranza per i servizi educativi di Udine

Alcuni consiglieri di opposizione hanno presentato una mozione in Consiglio Comunale a Udine per quanto riguarda i servizi educativi per l'infanzia: approvata all'unanimità

La situazione di emergenza che stanno vivendo i bambini e i ragazzi della città per le necessarie restrizioni messe in atto a causa del COVID-19 ha portato alcuni consiglieri di minoranza a presentare una mozione in Consiglio Comunale a Udine. La mozione è stata approvata all'unanimità.

"Udine diventi città pilota della riapertura dei servizi per i bambini e i ragazzi in Italia", hanno chiesto i consiglieri Federico Pirone, Lorenza Ioan e Lorenzo Patti. "Il fatto che l'abbiano votata all'unanimità è un ottimo segnale, adesso aspettiamo i prossimi passi", dichiara Pirone.

La mozione

"Considerato che, come ricorda la rivista dell’Associazione Culturale Pediatri Italiani, la situazione di isolamento prolungato in cui vivono i bambini rischia di provocare, e in alcuni casi sta già provocando, problematiche che compromettono la salute e il benessere dei più piccoli, tra cui alterazioni nel ritmo sonno/veglia, scorrette abitudini alimentari, abuso di tecnologie, irritabilità e apatia; dall’inizio dell’emergenza i bambini sono rimasti chiusi in casa, giorno dopo giorno le loro routine sono state stravolte, non hanno potuto incontrare i propri compagni, sono stati privati del proprio diritto allo sport e del gioco libero, distanti da affetti preziosi come i nonni ed esposti a situazioni di stress prolungato, essi rischiano di pagare un prezzo altissimo sul piano della salute mentale e di una crescita sana ed equilibrata; che, oltre alle scuole di ogni ordine e grado la cui riapertura è prevista per settembre, sono sospesi tutta una serie di servizi dedicati ai bambini e ai ragazzi, quali ad esempio i nidi, i servizi di doposcuola, di pre e post-accoglienza, le attività sportive e culturali, etc con gravi ripercussioni sugli aspetti educativi e di socialità; che, inoltre, la sospensione di questi servizi non riuscirà a coprire le esigenze di chi dovrà riprendere le attività lavorative e non potrà continuare a ricadere sulle famiglie, dato che molti genitori hanno già dovuto esaurire nelle prime settimane di emergenza le ferie, i permessi parentali, i congedi; che è fondamentale che il Comune non lasci le famiglie sole ad affrontare la gestione dei propri figli, affidandoli ai nonni, tra le categorie più a rischio, a baby-sitter, o ad un genitore (purtroppo principalmente la donna) costretto ad abbandonare il posto di lavoro per la cura dei figli. Il bonus baby-sitter non è sufficiente a coprire le ore che i genitori dovranno passare al lavoro né per le famiglie è possibile avere garanzie sul loro stato di salute, rispetto al monitoraggio sanitario degli operatori che può essere garantito in un servizio pubblico.
Valutato che diverse amministrazioni comunali e regionali si sono attivate per riprogettare e riaprire in modalità sicura i servizi per i minori in quanto considerati servizi essenziali, in grado di garantire i diritti educativi e di socialità dei bambini e dei ragazzi. Che anche l'Anci ha rivolto la richiesta ai ministeri dell’Istruzione, alla Famiglia e alle Politiche sociali “di lavorare insieme ai Comuni italiani per trovare soluzioni condivise sia in previsione del nuovo anno scolastico, ma che permettano di avviare già dai prossimi mesi attività rivolte ai bambini e bambine utilizzando prioritariamente gli spazi aperti nel rispetto di tutte le norme di sicurezza”;
Preso atto che realtà del Terzo settore in questi ultimi due mesi hanno già presentato proposte di co-pregettazione dei suddetti servizi all'Amministrazione comunale.

Le proposte

La mozione impegna il sindaco e la Giunta ad istituire fin da subito un tavolo di co-progettazione con il coordinamento pedagogico del Comune, l’Università di Udine, l'Azienda Sanitaria, gli Istituti Comprensivi, gli Enti del Terzo Settore, le realtà culturali e sportive, per la ripresa, compatibilmente con le disposizioni nazionali, dei servizi educativi, aggregativi, culturali e sportivi a favore di bambini e ragazzi della città (tra cui ad esempio Nidi, Centri Estivi, la Ludoteca e il servizio Ludobus);
a farsi portavoce nei confronti del Governo della Regione Fvg circa la possibilità di realizzare iniziative ricreative estive per minori offrendo un servizio in sicurezza attraverso la definizione di indicazioni, le più precise possibili, sulle misure di prevenzione da adottare (n. utenti, n. educatori, orari, strutture, ecc..), mettendo a disposizione in forma gratuita per tale scopo gli spazi dell'amministrazione comunale (spazi aperti delle scuole, parchi pubblici o altre zone verdi recintate, come ad es. gli impianti sportivi, biblioteche, musei), velocizzando i tempi di affidamento secondo le modalità previste dal Codice degli appalti;
a farsi portavoce nei confronti del Governo della Regione Fvg circa la possibilità di integrare con specifiche indicazioni dedicate all"emergenza Covid-19 il regolamento regionale per i centri vacanza e di aggiornare le relative dichiarazioni da sottoscrivere con la scia prevista per l’apertura di questi servizi;
a prestare particolare attenzione ai bambini che già partono da condizioni di svantaggio, aggravate in molti casi dall’isolamento, operando congiuntamente con le istituzioni scolastiche, le autorita giudiziarie minorili, i servizi sociali, sanitari e Terzo settore, per segnalare e per intervenire subito sulle situazioni più fragili e a rischio con interventi di sollievo (dispositivi per collegamento a distanza, tablet o pc, giochi, materiale di cartoleria, spesa alimentare e mensa, per alcuni bambini il pasto principale della giornata, vestiti, ecc.);
a dedicare nel proprio bilancio risorse adeguate per sostenere questi servizi, mappando i reali fabbisogni delle famiglie della città in termini di servizi rivolti ai bambini e ai ragazzi, dando priorità nell'accesso alle famiglie economicamente più in difficoltà;
a favorire, in collaborazione con le associazioni disponibili e con le scuole, il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado in attività di volontariato a favore della popolazione più fragile della città.
ad istituire fin da subito un gruppo di lavoro che valuti le migliori condizioni, da un punto di vista logistico, organizzativo, educativo e psicologico, compatibilmente con le disposizioni nazionali, per la riapertura delle scuole a settembre.
 

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