Educatori, operatori culturali e sportivi: una mozione per tutelarli

Federico Pirone di Progetto Innovare ha presentato una mozione, firmata da diversi consiglieri comunali di Udine, per tutelare alcune categorie e favorire lo smart working

Unità e spirito di collaborazione: sono queste le richieste avanzate da una mozione presentata da Federico Pirone di Progetto Innovare e firmata anche da diversi componenti del consiglio comunale di Udine.

La richiesta

«In questo momento molto difficile servono unità e spirito di collaborazione per superare l'emergenza sanitaria e affrontare l'emergenza socio-economica. Con questo atto segnaliamo la necessità che sia tutelato anche il personale dipendente da quei soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto per conto del comune di Udine non rientranti nelle previsioni del D. L. “Cura Italia” o non aventi diritto all’ammortizzatore sociale della cassa integrazione. Il comune mantenga con loro gli impegni contrattuali anche se, per cause non dipendenti dalla loro volontà, non stanno svolgendo il servizio. Si tratta, oltre che delle cooperative operanti in ambito educativo o socio-assistenziale, anche di quelle di tipo B, quelle impiegate nelle mense, le culturali (nei Musei Civici e nella Biblioteca Civica) e quelle operanti in ambito sportivo».

Il pensiero di Pirone si rivolge alle categorie non tutelate dal decreto Cura Italia, che comprende non solo dipendenti delle cooperative, ma anche personale dell'ambito culturale e educativo.

«In secondo luogo, anziché mandare i dipendenti in ferie anticipate e chiudere alcuni servizi, si pianifichi da subito in accordo con le organizzazioni sindacali un piano di smart working, utile anche per il futuro, che regolamenti il lavoro agile dei dipendenti comunali non obbligati al lavoro in presenza. Infine si segnalano le difficoltà che stanno vivendo anche soggetti meno tutelati, come le realtà culturali e le attività sportive della nostra città dei quali è importante ugualmente prendersi cura».

La mozione

Preso atto dei seguenti provvedimenti straordinari in merito all'emergenza epidemiologica da COVID-2019: 

    • Ordinanze contingibili e urgenti del 23 febbraio 2020 e del 1 marzo 2020, firmate dal Presidente della Regione Friuli- Venezia Giulia e dal Ministro della salute;
    • D. P. C. M. del 4 marzo 2020, dell'8 marzo 2020, dell'11 marzo 2020 (soprattutto in riferimento all'art. 1, comma 6);
    • D. L. 9/2020 (Misure urgenti sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19);
    •  D. L. 18/2020 “Cura Italia” (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19). 
    • ordinanza del sindaco di Udine n. 6/2020;

Preso atto  inoltre

    • della legge n. 124/2015, all'art 14 (Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche), comma 1, stabilisce di adottare le misure regolamentari, organizzative e tecnico-logistiche per permettere – ad almeno il 10% dei dipendenti, laddove venga richiesto – di avvalersi della previsione del c.d. lavoro agile-smart working, nei limiti delle risorse disponibili e senza maggiori oneri per la finanza pubblica e al comma 2 permette alle amministrazioni pubbliche la stipula di convenzioni con asili nido e scuole dell'infanzia e a organizzare, anche attraverso accordi con altre amministrazioni pubbliche, servizi di supporto alla genitorialità, aperti durante i periodi di chiusura scolastica;
    • della legge  n. 81/2017 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato);

Valutato  

    • che la temporanea e prolungata sospensione dal 27 febbraio sine die dei servizi educativi dell'infanzia e delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado, delle attività culturali, delle attività sportive e delle attività rivolte al pubblico ha costretto a rimanere a casa tanti lavoratori e tante lavoratrici delle cooperative che forniscono servizi in appalto per conto del comune;
    • che queste lavoratrici e questi lavoratori rischiano di non vedersi corrispondere lo stipendio relativo al periodo di inattività forzata poiché, in assenza del servizio, le cooperative non possono fatturare all'ente appaltante, con conseguenze che rischiano di essere molto preoccupanti per il personale e per le cooperative stesse;
    • anche la situazione delle attività culturali della nostra città (della programmazione cinematografica, teatrale, musicale e di spettacolo in genere) appare molto critica, con attività fortemente condizionate, sospese o rinviate e con conseguenti danni economici sia per gli enti gestori/organizzatori sia per gli artisti;
    • che l'emergenza COVID-2019 impone di ripensare l'organizzazione del lavoro anche all'interno dell'amministrazione comunale di Udine, praticando strumenti e modalità nuove che valgano anche nell'attività ordinaria una volta superata questa fase di emergenza, al fine di conciliare i tempi di vita e di lavoro, permettere le cure e l'assistenza parentali, ridurre l'inquinamento, migliorando la qualità della vita dei lavoratori e del servizio reso alla cittadinanza.

Impegna il sindaco e la giunta

    •  per il periodo di sospensione forzata dovuto all'emergenza epidemiologica da COVID-2019 e alle relative ordinanze regionali e ai provvedimenti governativi, a trovare idonee misure di tutela del personale dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto per conto del comune di Udine non rientranti nelle previsioni dell'art. 48 del D. L. 18/2020 o non aventi diritto all’ammortizzatore sociale della cassa integrazione, come ampliato dal D.L. “Cura Italia”; 
    • a convocare un tavolo di lavoro specifico per la programmazione delle attività culturali e delle attività sportive della nostra città con gli enti e le associazioni culturali e sportive penalizzate da questa situazione, al fine di contenere e risolvere i danni economici generati dal rinvio o dalla sospensione delle attività previste nella nostra città;
    • A prevedere, per questa emergenza ma anche per il futuro, in accordo con le organizzazioni sindacali, un piano di smart working che regolamenti il lavoro agile dei dipendenti della pubblica amministrazione di Udine non obbligati al lavoro in presenza;

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A firmare la mozione presentata da Federico Pirone, sono stati anche i consiglieri Alessandro Venanzi, Lorenzo Patti, Michele Zanolla, Domenico Liano, Luca Onorio Vidoni e Mirko Bortolin. Per una volta, destra e sinistra unite. 
                                                                                                             
 

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