Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Si ribalta dal carrello elevatore, operaio muore a 38 anni

Un uomo, Marco Celant, è rimasto schiacciato durante alcune operazioni che stava effettuando con un carrello elevatore

Marco Celant, operaio di 38 anni, di Fiume Veneto (in provincia Pordenone), è morto questa mattina in seguito alle ferite riportate in un incidente sul lavoro verificatosi in un'azienda di lavorazione di alluminio, l'Anoxidall, nella zona industriale Ponte Rosso, a San Vito al Tagliamento. L'uomo, a quanto si è appreso, stava manovrando un muletto quando la macchina operatrice si è ribaltata, schiacciandolo.

La corsa in ospedale

L'operaio è stato immediatamente portato in ospedale ma i traumi riportati sono risultati troppo seri e l'uomo è deceduto poco dopo. Sul posto dell'incidente sono intervenuti i Vigili del fuoco, il personale sanitario, giunto con ambulanza e l'elisoccorso e i carabinieri, per i rilievi con i tecnici dell'Azienda sanitaria. Il macchinario e l'intera area sono stati sotto sequestro della Procura.

I sindacati

«Se non vogliamo continuare a piangere dei morti, l’unica strada è quella di investire sulla formazione, sull’intensificazione dei controlli da parte dei servizi ispettivi delle Aziende sanitarie, sulla cultura delle prevenzione, sugli interventi previsti dai protocolli sulla sicurezza firmati anche in regione, che prevedono un incremento dei rappresentanti territoriali per la sicurezza dei lavoratori, per allargare a tutte le aziende la rete della prevenzione e il rispetto delle misure antinfortunistiche». È quanto dichiara Susanna Pellegrini, responsabile delle politiche del lavoro della Cgil Fvg, esprimendo il cordoglio di tutta la segreteria regionale per il tragico infortunio che è costato la vita al 38enne operaio Marco Celant, morto questa mattina a San Vito al Tagliamento.

«Come avevamo denunciato la scorsa settimana assieme a Cisl e Uil – aggiunge – esiste la concreta percezione che questa fase di possibile ripresa economica, caratterizzata da un peggioramento generale delle condizioni di lavoro, sia accompagnata da una recrudescenza degli infortuni. Lo stiamo riscontrando a livello nazionale, l’episodio di San Vito, unito all’aumento delle denunce d’infortunio registrato in regione in questo inizio del 2021, è purtroppo la conferma che il Friuli Venezia Giulia non ne è indenne».

«Non è possibile continuare a lavorare in questo modo. Un altro operaio ha perso la vita sul lavoro, sbalzato dal carrello elevatore che stava manovrando. Un’altra morte che si doveva e si poteva evitare. Al di là della dinamica che ancora non conosciamo e delle eventuali responsabilità che saranno accertate, è evidente che siamo di fronte ancora una volta ad una tragedia che colpisce un giovane operaio e la sua famiglia, che deve interrogarci tutti se stiamo facendo abbastanza per impedire incidenti come questo. Cgil, Cisl e Uil nazionali hanno presentato una piattaforma al governo e aperto una vertenza nazionale su questo grave problema. A livello locale abbiamo chiesto alle parti sociali e alla Regione di costituire una rete per la sicurezza che moltiplichi i presidi in tutti i luoghi di lavoro, garantisca la formazione continua dei lavoratori e sanzioni le imprese che non applicano in modo rigoroso le procedure e le norma previste. A Confindustria, nello specifico, chiederemo insieme a Cisl e Uil un incontro urgente, per completare il confronto già avviato sulla costituzione strutturale di questi presidi e dei comitati aziendali per la sicurezza sul lavoro, nati per contrastare il Covid e che devono allargare la loro azione anche alla lotta contro gli infortuni e le malattie professionali. Richieste, queste, che di pari passo con quelle rivendicate nella piattaforma nazionale sosterremo con le iniziative necessarie, affinché si affermi una cultura della sicurezza in tutte le realtà lavorative del nostro territorio, e non soltanto in alcune», scrive in una nota la Cgil Pordenone

«La tragedia sul lavoro di San Vito al Tagliamento, è l'ennesima mortificazione dei diritti a lavoro che dovrebbero andar di pari passo con la certezza della sicurezza», fa sapere la Fesica, la Federazione dei sindacati dell'industria del commercio e dell'artigianato aderente a Confsal, dopo l'incidente mortale di queste ore avvenuto in un'azienda specializzata nella lavorazione dell'alluminio nella zona industriale di Ponterosso. «L'operaio di 38 anni rimasto schiacciato mentre stava manovrando un 'muletto' - dice il segretario generale Fesica Confsal Bruno Mariani - ha dato purtroppo conferma all'ultimo rapporto Inail del primo quadrimestre del 2021: aumentano gli incidenti sul lavoro, anche quelli mortali. Un dato su cui non possiamo piegarci e su cui non è più sufficiente parlarne».

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