Addio al maestro Giovanni Canciani, compositore dell'inno alla Carnia

Fu autore del “Carnorum Regio” e di altre raffinate composizioni, padre delle case museo “La Mozartina 1 e 2” e promotore d’innumerevoli iniziative per l’alta cultura in montagna

E' scomparso nelle scorse ore all’ospedale di Tolmezzo il maestro 82enne Giovanni Canciani, musicista e compositore noto in tutto Friuli per l'inno "Carnorum Regio" (video - da brividi - in fondo all'articolo), "Decima Regio", scritto per la Regione, e di altre eccezionali composizioni. Proprio a lui lo scorso novembre erano stati dedicati gli ultimi cinque concerti di San Martino organizzati a Tolmezzo e Cercivento per la rassegna da lui stesso istituita diversi anni fa. Ma Canciani, in passato sindaco del comune della Val d’Incarojo, è stato soprattutto mirabile padre e curatore delle case museo la "Mozartina", presenti nella sua natia Paularo e a Tolmezzo, oltre ad essere stato punto di riferimento della scena musicale in tutta la Carnia, sia per le iniziative volte alla promozione della cultura musicale, sia come esperto di organi. 

Chi era Giovanni Canciani

Nato a Paularo nel 1936, Canciani iniziò i suoi studi al liceo Tomadini di Udine in organo e composizione, seguendo solo privatamente lo studio del pianoforte. Compiuti gli studi classici, nel '57 si trasferì a Torino, città dove visse gran parte della sua vita. Qui conseguì il diploma al conservatorio Giuseppe Verdi e svolse a lungo il ruolo di direttore artistico del Syntagma Musicum, associazione musicale da lui fondata.

Oltre all'attività concertistica e organizzativa, da organista si trasformò in organaro pur di avere la possibilità di ridare vita e voce a strumenti afoni o antichi. Negli anni Ottanta, quando il vice sindaco di Torino,  Libertino Scicolone, gli chiese di costituire una scuola di restauro per salvaguardare la tradizione cembalaria della città, Canciani mise a disposizione tutta la sua esperienza iniziando a collaborare con le circa ottanta fabbriche artigianali di organi e pianoforti presenti sul territorio. «Avevo acquisito un'esperienza notevole in fatto di costruzione di strumenti musicali - raccontò ad un sito dedicato alla cultura carnica - . E' così, dunque, che nasce la Mozartina, non, come avevo immaginato per un attimo, in seguito alla vana passione amorosa di una giovane donna, ma per la volontà e i sacrifici di un uomo che possiede l'autentico, quanto raro, amore per l'Arte»

Intervista a Giovanni Canciani

Il maestro al piano alla Mozartina di Paularo

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