Quando Gianni Mura fece conoscere all'Italia il piccolo paese di Firmano

Gianni Mura, morto oggi all'età di 75 anni, è stato un grandissimo giornalista, firma della Gazzetta dello Sport e di Repubblica. Nel 1997 scrisse un lungo articolo che fece esplodere il caso delle discariche di Firmano, a Premariacco

Ginni Mura, in una foto da La Repubblica

Per scrivere di Gianni Mura, oggi che è arrivata la notizia della sua morte, ci vorrebbero le sue parole, quelle sempre giuste che sapeva scegliere che si occupasse di calcio, di una volata del Giro d’Italia o di società. Allora affidiamo il nostro ricordo a chi lo ha conosciuto negli anni ‘90, facendo sì che si legasse per sempre al Friuli e a un paese, Firmano, che si fece conoscere in tutta Italia grazie al suo interesse.

Il ricordo

«Gianni Mura non era solo una grande penna, era anche una grande testa e una persona molto sensibile. È diventato grande amico del Friuli nella seconda metà degli anni ‘90 per una serie di circostanze curiose». A parlarci di lui è Giovanni “Jenco” Paoloni, artigiano di Premariacco e grandissimo tifoso dell’Udinese. Proprio questa sua passione lo portò a conoscere il grande giornalista di Repubblica. L’occasione non fu particolarmente felice, visto che Jenco fece di tutto per mettersi in contatto con Mura dopo un suo articolo che parlava del “caso Roenthal”, l’attaccante israeliano che doveva vestire la maglia dell’Udinese ma che – a detta di Mura e non solo – non arrivò mai in Friuli a causa di un’ondata di scritte antisemite che apparvero durante i giorni della trattativa oltre che per presunti ricatti di una frangia antisemita locale.

«Ho fatto i salti mortali per avere il suo numero e spiegargli la verità, ovvero che l’affare non si concluse perché il giocatore aveva problemi alla schiena. Da quella volta è nato un rapporto di amicizia e ci siamo visti diverse volte, sentendoci regolarmente». Ma oltre a venire in Friuli per seguire qualche partita della nazionale al Friuli e per partecipare a qualche occasione più mondana come il Premio Nonino, Gianni Mura tornò qui per un caso che, grazie a lui, divenne di interesse nazionale.

Stiamo parlando delle discariche di Firmano, frazione di Premariacco, che negli anni ‘90 furono al centro di una grande polemica locale.

«Io abito a Premariacco e in quegli anni c’erano grossi problemi sul territorio. Gli telefonai e gli chiesi di portare questo problema al di fuori dei confini regionali. Lui venne qui e dopo aver parlato con il direttore dell’epoca, Ezio Mauro, fece un articolo a tutta pagina e così altri media nazionali si interessarono del caso e nel giro di poco tempo la Regione Fvg stanziò 2 miliardi di vecchie lire per il progetto “Firmano Pulita”».

La bandiera dell'Udinese

Un altro aneddoto lega il giornalista scomparso oggi al Friuli, una storia certamente più piccola rispetto al suo impegno per far luce sulla questione delle discariche di Firmano, ma estremamente significativa per dare un peso alla sua penna. A raccontarcelo sempre Jenco.

«Durante una trasferta a Parma, a Gastaldo, un tifoso non vedente dell’Udinese che seguiva la squadra ovunque con un accompagnatore, era stata rubata la sua bandiera. Saputo del fatto, da quel giorno Mura nelle sue pagelle dava sempre un giudizio negativo alla tifoseria parmense fin quando la bandiera non è stata restituita al suo proprietario».

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