Morto George Michael: a Udine la prima e unica mostra dedicata agli Wham! della storia

L'addio di un fan particolare all'icona pop. Solo 9 giorni fa era stato a casa sua per imbucargli una lettera di auguri. 6 mesi fa, al Visionario, aveva organizzato una mostra dedicata alla sua prima storica band.

Quello di ieri è stato davvero the “Last Christmas” per un cantante che ha fatto la storia della musica pop internazionale. Forse non poteva finire diversamente. George Michael è morto d'infarto a 53 anni nella sua casa nell'Oxfordshire. Oltre 100 milioni di dischi venduti in 40 anni e la certezza di essere stata icona assoluta degli anni '80.  A parlacene è Silvio Toso, uno dei suoi fan friulani più sfegatati. Nove giorni fa si trovava proprio in Inghilterra e anche in quell'occasione non aveva voluto dimenticarsi di lasciare nella sua cassetta delle lettere, in Highgate a Londra, una lettera di auguri (vedi foto). «Ho sempre amato la sua musica e sarà sempre parte della mia vita», ci ha spiegato Toso che, oltre ad essere un suo ammiratore, era stato anche il promotore della mostra "Wham! 30 Years Later", organizzata lo scorso giugno al Visionario di Udine in memoria della prima storica band del cantante inglese.

Silvio Toso-2«Lui era innavicinabile ci ha raccontato Toso-, ma ero in contatto con la sua cerchia. 9 giorni fa quando ero a Londra a casa sua ho parlato con David Austin, il suo miglior amico. David stava addobbando la casa di George coi festoni. Quando ha saputo che eravamo noi quelli che avevano mandato una cassa di vini friulani e le lettere di invito per la mostra di Udine, si è messo a ridere confermandoci di aver ricevuto il materiale.  Lo scorso Natale, infatti, avevamo spedito, d'intesa col Comune di Udine, un pacco pieno di materiale promozionale per spiegargli cosa avremmo fatto a Udine. Probabilmente non stava bene e ci aveva fatto contattare, per chiederci ulteriori informazioni, da Connie Filippello, sua portavoce, e dallo studio legale Russell di Londra che cura i suoi interessi da 30 anni. E' da pazzi pensare che abbiamo fatto a Udine la prima e unica mostra dedicata ai 30anni degli “Wham!”».

Ieri notte Silvio Toso ha anche scritto a Simon Napier Bell, il manager degli “Wham!” che era stato ospite a Udine, e alla giornalista Leslie Ann Jones. «Ovviamente sono rimasti tutti increduli - ci ha raccontato-, ma è comune l'idea che alla fine abbia prevalso il lato autodistruttivo del cantante. Forse – ammette Toso-, adesso troverà la vera pace che ha inseguito tutta la vita».

Recentemente Silvio Toso e i suoi amici che hanno allestito la mostra di Udine sono stati contattati per recuperare alcuni materiali per la realizzazione di un film dedicato alla sua vita e agli “Wham!” . «Non sappiamo se abbiamo innescato questo grazie alle lettere per il progetto inviate a Londra da più parti coi nostri contatti, sta di fatto che era in fase di ultimazione e dovrebbe uscire a Marzo col titolo di "Freedom". Ieri abbiamo perso un genio musicale, è stato uno shock pari a quello scatenato dalla perdita di Freddie Mercury, mito di riferimento per lo stesso Michael. Un anno davvero nero se pensiamo anche alla scomparsa di David Bowie e Prince».

Toso colleziona materiale di George Michael e degli “Wham!” da più di vent'anni. Probabilmente è uno dei più grandi collezionisti in Italia sul tema. «In me – dicerimarrà il sogno di aver realizzato “Wham! 30 years later”  assieme alla mia amica Federica Dini. In giro per l'Europa, da Londra a Ibiza sulle tracce di Club Tropicana; a Saas Fee a cercare la baita di Last Christmas; a Chateau Miraval in Francia casa di Angelina Jolie e Brad Pitt dove gli “Wham!” registrarono Make it Big; in Cornovaglia a St.Breock vicino a Wadebridge dove si è ritirato Andrew Ridgeley; fino a Sterling, in Scozia, nei cui archivi dell'Universita' c'è il lascito della Lindsay Anderson Foundation, la fondazione che porta il nome del regista che filmò gli “Wham! in Cina” (gli “Wham!” infatti furono il primo gruppo ad esportare la loro musica in Oriente). Queste avventure – conclude Toso -, unite ai concerti del 25° live del 2006 a Milano e del 2007 a Padova, fanno parte della mia giovinezza e di una passione della mia vita. E' finita oggi un epoca, ma sono stato fortunato e serberò tutti questi ricordi come un regalo che la vita mi ha fatto».

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