Morte di Carlo Ceconi, il ricordo e le lacrime di amici e colleghi

Il 47enne lavorava come addetto alla sicurezza sulle piste del Monte Zoncolan. Lascia la compagna e un figlio di 11 anni

Carlo Ceconi (foto di Alberto Cella)

"Un uomo di montagna con una grande passione per il suo territorio d'elezione". Così gli amici e colleghi del Soccorso alpino e speleologico descrivono Carlo Ceconi. Lavorava come addetto alla sicurezza delle piste per la Promotur sul Monte Zoncolan, e faceva parte del Soccorso alpino e speleologico da quindici anni.

Il ritrovamento 

Originario e residente a Forni Avoltri, aveva 47 anni. Era nato infatti il 16 ottobre del 1971 a Tolmezzo. Lascia un figlio di undici anni, la compagna, il fratello, un nipote e i genitori. "Lotta (questo il nomignolo con cui era conosciuto, ndr) era un testardo" - dice chi lo conosceva bene - "quando si metteva in testa una cosa la perseguiva fino in fondo". E così deve essere stato ieri, quando si è trovato poco sotto la cupola terminale del Coglians: aveva deciso di andare fino in cima in quella splendida giornata di sole, nonostante avesse detto alle due guide che facevano i rilievi nivometerologici che sarebbe sceso prima.

L'incidente a quota 2mila e 400 metri

Nel soccorso alpino ha esercitato anche come Unità cinofila fino a tre anni fa, con il suo cane pastore tedesco grigio Dasti, che proprio tre anni fa era mancato. I compagni e gli amici sono increduli e profondamente scossi.

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