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Morte Morosini: non si placano i dubbi e le polemiche sui soccorsi

Mentre la Digos di Pescara ha ascoltato alcuni testimoni della vicenda, sul quotidiano della città abruzzese "Il Centro" sono emersi alcuni particolari ed indiscrezioni riguardanti l'organizzazione dei primi aiuti

Non si placano le polemiche riguardanti i soccorsi a Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto a Pescara sabato scorso durante la partita in programma allo Stadio Adriatico.

Se da un lato la Digos sta interrogando i testimoni presenti al momento della tragedia per capire e cogliere eventuali responsabilità e riuscire a stabilire se i soccorsi sono stati tempestivi ed efficienti, sul quotidiano "Il Centro" emergono nuovi particolari su quei momenti concitati successivi al malore di Morosini.

DUE AMBULANZE ALLO STADIO

A quanto pare, nello Stadio c'erano due ambulanze: la seconda, della Croce Rossa, era però chiusa e senza le chiavi in quanto in quel momento l'autista era irreperibile.

L'ambulanza, fra l'altro, resta bloccata perchè paradossalmente chi ha spostato la Croma dei Vigili Urbani ha permesso l'accesso al campo solo all'altra ambulanza, quella del 118, che poi ha caricato il calciatore dopo le procedure di rianimazione sul manto erboso.

LA BARELLA SBAGLIATA

Altro problema, quello della barella: viene portata subito quella della Croce Rossa, che però non entra nell'ambulanza del 118. Il giocatore quindi viene nuovamente spostato.

IL DEFIBRILLATORE

Attimi concitati nei quali diventa cruciale il defibrillatore: il paramedico presente ha detto che sarebbe stato il medico del Livorno a decidere di non utilizzare l'attrezzo, nonostante per il soccorritore è certo che Morosini fosse vivo.

Il primario Paloscia, invece, ha dato un'altra versione, dicendo di non ricordare la presenza in campo del defibrillatore. Il cuore in quel momento ha detto il professore, non dava segnali. Il medico del Livorno avrebbe poi preferito proseguire con il massaggio manuale per non perdere secondi preziosi necessari al macchinario per attivarsi.

IL VIGILE

Sulla questione del vigile urbano è intervenuto il sindaco, in un'affollata conferenza stampa. Mascia ha così dichiarato: "La sua responsabilità è chiara, chi sbaglia paghi, se l’aspetta una nazione intera".

Viene così annunciato l’avvio del procedimento disciplinare nei confronti del vigile che sabato ha ostruito con l’auto di servizio il passaggio dell’ambulanza sul campo di gioco dove stava morendo Morosini.

Fa presto il sindaco, dopo il clamore mediatico e il grave danno di immagine per la città scatenato dall’ambulanza bloccata dall’auto dei vigili urbani, a dire che l’ufficiale si è assunto tutte le sue responsabilità, al punto da autosospendersi dal servizio in attesa dell’esito del procedimento previsto il 7 maggio, quando il collegio disciplinare deciderà sull’entità della sua "punizione", da 11 giorni a 6 mesi non retribuiti di sospensione.

 

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