Tagliamento, la Regione vira per la costituzione di una Riserva della Biosfera

Moretuzzo: "E' un percorso completamente diverso da quello del riconoscimento del Tagliamento come bene naturale Patrimonio dell'Umanità"

«Prendiamo atto del fatto che la mobilitazione successiva alla bocciatura della mozione proposta dal Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale ha ottenuto un primo risultato: la Giunta ha finalmente fatto un primo passo verso un riconoscimento del Tagliamento da parte dell’Unesco», afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo. C’è, però, il rischio che questo passo sia stato fatto nella direzione sbagliata. «La generalità approvata dalla Giunta di questa mattina (4 settembre, ndr) propone di avviare il percorso verso la costituzione di una Riserva della Biosfera nella zona del Tagliamento, che è un percorso completamente diverso da quello del riconoscimento del Tagliamento come bene naturale Patrimonio dell’Umanità», chiarisce Moretuzzo. 

Rispetto alla famosa World Heritage List Unesco (l’Italia è nel mondo il Paese con più siti – 51 – riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità Unesco) che mira alla conservazione dei patrimoni, culturali e naturali, riconosciuti per il loro eccezionale valore universale, le Riserve di Biosfera nascono invece per promuovere l’interazione fra l’uomo e il proprio ambiente

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«Aspettiamo di leggere con attenzione i contenuti della generalità approvata dalla Giunta, ma se quanto riportato nella nota della Regione è vero, ritengo che si stia facendo, nella migliore delle ipotesi, un gioco al ribasso". Come ha dichiarato l’ex segretaria generale dell’Unesco Irina Bokova: “Il riconoscimento come Patrimonio protegge i valori del bene, il riconoscimento come Riserva della Biosfera li crea”. Il valore del Tagliamento dal punto di vista naturalistico, paesaggistico, culturale, identitario non ha alcun bisogno di altre giustificazioni per ambire al massimo riconoscimento possibile da parte dell’Unesco, e cioè quello di Patrimonio dell’Umanità. Attribuzione che darebbe al nostro fiume la visibilità necessaria a livello internazionale, con i conseguenti benefici in termini turistici ed economici. Certo è che il riconoscimento come Patrimonio comporta un livello di tutela del fiume molto più importante e opere come l’autostrada Cimpello-Gemona con tanto di piloni, oppure opere di sbarramento ad alto impatto ambientale, sulla parte paesaggisticamente più straordinaria del fiume non sarebbero realizzabili, mentre i vincoli imposti dalla Riserva MAB (Man and Biosphere) sono ben diversi. Questo spiegherebbe perché la maggioranza ha bocciato la nostra ultima mozione e un anno fa ha bocciato la nostra proposta di istituire un sito di interesse comunitario fra i ponti di Cimano e Pinzano, guarda caso proprio là dove dovrebbe passare l’autostrada. La scelta di optare per un riconoscimento con meno vincoli sarebbe inoltre in linea con l’ordine del giorno approvato dalla Giunta a inizio luglio sull’utilizzo dei fondi del Recovery Fund per la realizzazione di grandi opere, fra cui proprio la Cimpello-Gemona. Se le cose non stanno così, la Giunta lo dica chiaramente e torni sui suoi passi. Diversamente la battaglia per un pieno e inequivocabile riconoscimento del Tagliamento al massimo livello dei beni Unesco e la sua difesa dall’aggressione di asfalto e cemento, proseguirà il suo corso, come ci dimostra la massiccia adesione di migliaia di persone, di donne e uomini di scienza e di cultura di tutto il mondo – a oggi quasi 14 mila – alla campagna “Tagliamento Patrimonio dell’Umanità”».

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