Nei giorni della verità sul crollo del ponte Morandi, controllati 38 ponti anche in Fvg

Sono trentotto le infrastrutture controllate da Autovie Venete, che ha dato il via alla campagna del monitoraggio dei ponti in Friuli Venezia Giulia

Il cavalcavia sul Tagliamento sulla A4. Foto di Simone Ferraro

Proprio nei giorni in cui gli inquirenti stanno venendo a capo delle condizioni che hanno portato al crollo del ponte Morandi a Genova, avvenuto lo scorso 14 agosto, Autovie Venete dà il via alla campagna del monitoraggio dei ponti in Friuli Venezia Giulia. Sono trentotto le infrastrutture che saranno controllate, con un’età media tra i 40 e i 55 anni, esaminate grazie a sofisticate strumentazioni

Le verifiche

Tutti i manufatti esistenti sulla rete di Autovie Venete vengono sottoposti a controlli periodici, i cui esiti sono poi trasmessi al Ministero dei Trasporti. Nel caso in cui si rendano necessari maggiori approfondimenti su un’infrastruttura danneggiata, accanto all’attività ordinaria vengono anche svolte apposite indagini e analisi di laboratorio sui materiali che risultano usurati.

Le opere

Complessivamente sono 1334 le opere d’arte in gestione alla Società di cui 359 sono classificate come “maggiori”, ovvero cavalcavia, sovrappassi, ponti, viadotti, e sottovie. Quasi la metà di queste, 161, ha subìto o subirà un rifacimento, in quanto inserite nei lavori per la terza corsia. Per le altre – e in particolare quelle con maggiore anzianità d’esercizio – Autovie ha dato il via a una campagna di monitoraggio straordinaria che mette “sotto esame” 38 cavalcavia, 16 sulla tratta Palmanova – Sistiana, 19 lungo la rete Palmanova – Udine e 3 della tangenziale sud di Udine. Si tratta dei manufatti la cui costruzione risale alla realizzazione dell’autostrada Trieste – Udine e quindi con un’età media tra i 40 e i 55 anni. Attualmente i controlli, avviati a gennaio, hanno riguardato 33 manufatti e continueranno nei prossimi mesi.

Gli strumenti

La Concessionaria si avvale, per questo tipo di attività, di strumentazioni sofisticate - implementate per l’occasione – in dotazione al Laboratorio Prove e Controlli con sede a Ronchis. Prima tra tutte gli accelerometri, due di alta-media sensibilità e due – di recente acquisizione – di elevatissima sensibilità di tipo sismico. Si tratta di sensori, fissati volta per volta alle parti in calcestruzzo o acciaio da esaminare, che misurano le frequenze di vibrazioni delle strutture (e quindi verificano il comportamento del manufatto) ogni qualvolta c’è il passaggio dei mezzi (in termini tecnici “sollecitazione dinamica”). Ad acquisire i dati e ad elaborarli è un software acquistato dallo stesso Laboratorio che aggiorna lo stato dell’opera e il grado di usura della stessa, per riscontrare eventuali danni non visibili a occhio nudo.     

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