Cronaca

Cerimonie rimandate causa Covid, grido d'allarme dal wedding escluso dai ristori

Confartigianato-Imprese portavoce della crisi delle aziende del settore moda, benessere e fotografia. Con 90% delle cerimonie cancellate il comparto registra fatturati quasi azzerati

Dati allarmanti quelli relativi allo stato di salute del settore legato al wedding e al mondo delle cerimonie. Con il 90% dei matrimoni cancellati, quest’anno il comparto si avvia a registrare un fatturato poco meno che azzerato e a fare i conti con lo spettro delle chiusure.

A rischio oltre 8 mila posti di lavoro

Se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di abbassare le serrande dal 13 al 25 percento delle imprese attive in questo settore. Imprese che in Fvg sono 3.814, che danno lavoro a 8.263 addetti e che, per bocca del presidente regionale di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, dei rispettivi capi categoria locali e nazionali e di due imprenditrici friulane rappresentative del settore quali Barbara Beltrame e Stefania Vismara hanno lanciato il proprio grido d’allarme, chiedendo al Governo di non essere dimenticate, di poter beneficiare di interventi di sostegno, dai quali a oggi sono escluse causa i codici Ateco, pena la desertificazione di una costola importante del sistema moda nazionale.

"Sostenete il mondo del wedding"

Il punto della situazione è stato fatto nella sede udinese di Confartigianato dove sono stati illustrati i dati elaborati dell’ufficio studi dell’associazione e dov’è stata presentata la petizione “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato” ideata da Vismara e sostenuta dalla Confartigianato friulana.

Gli operatori del settore esclusi dai ristori

Abbiamo cercato in più modi, sia a livello regionale che nazionale, di superare questa maledetta classificazione per codici Ateco che ormai è obsoleta e che inspiegabilmente taglia fuori dai sostegni alcune imprese come quelle del wedding - ha esordito il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti -. Abbiamo proposto al Governo nazionale e locale, e continueremo a farlo, misure che possano aiutare a superare questo momento difficile per le imprese che altrimenti rischiamo di perdere per strada. Tra le proposte c’è quella di ristorare un anno di fatturato perso in conto capitale o in alternativa di garantire un prestito a lungo termine, dai 15 ai 20 anni, pari al fatturato dell’anno precedente aumentato del 20%, a tasso zero, fatta salva la possibilità di ulteriori bonus anno per anno. In questo modo sarà dato immediato sollievo alle imprese che si ritrovano con zero incassi”.

Stop forzato a tutte le cerimonie

Situazione tutt’altro che rara in un settore che, come detto, fa i conti con lo stop forzato delle cerimonie. Senza contare che anche quando ripartiranno, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento, passano anche 6-8 mesi, il tempo di ideare e organizzare in tutti i dettagli quel giorno indimenticabile.

Barbara Beltrame: «Guardiamo il terrore negli occhi dei dipendenti»

A testimoniarlo sono state Stefania Vismara, titolare di Archetipo, impresa udinese che idea e confeziona abiti da cerimonia per uomo dettando tendenza a livello internazionale, e Barbara Beltrame, che sempre a Udine dà forma a favolosi abiti da sposa. “In 30 anni - ha esordito Vismara - non abbiamo mai chiesto nulla, ma al momento il mondo del wedding non ha ossigeno per respirare, le celebrazioni sono state spostate al 2022, ma sarà impossibile recuperare le perdite di 2 anni. Per questo oggi ci siamo mossi, con il sostegno di Confartigianato Udine, per conservare un’eccellenza della moda italiana, che rischia di cedere il passo agli abiti cinesi. Se è vero che la bellezza salverà il mondo e che noi siamo artefici di bellezza allora il Governo ci aiuti, e ci aiuti la gente firmando la petizione lanciata su change.org”. Accorato anche l’intervento di Beltrame. “I clienti guardano, ma non comprano. Noi andiamo avanti con negozi a incassi zero tutti i giorni, guardando il terrore negli occhi dei dipendenti, che hanno paura di perdere il lavoro. Siamo meno di bar e ristoranti, ma esistiamo. Spero riusciate a fare qualcosa”.

Moda, benessere e fotografia i settori colpiti

A raccogliere l’appello sono stati i presidenti nazionali di moda, benessere e fotografia di Confartigianato-Imprese che hanno assicurato il proprio impegno ai tavoli di lavoro con il Governo. “Stiamo lavorando per avere qualcosa di più a livello fiscale e di ammortizzatori sociali, mi auguro che l’esecutivo accetti i consigli dell’associazione” ha dichiarato Tiziana Chiorboli, presidente comparto benessere, ribadendo l'importanza del ruolo del sindacato datoriale. Un sistema che nel caso del wedding comprende tra gli altri anche i fotografi. “Quelli che fanno matrimoni, al pari delle tipografie, hanno visto quest’anno bloccarsi tutte le cerimonie e stanno soffrendo al pari delle altre aziende del settore”, ha concluso Corrado Poli, capogategoria fotografi.

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