Modelli sbagliati? La reazione animalista

La sezione udinese dell'Oipa sull'uccisione della tortorella nel giardino di una scuola media della Bassa Friulana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Chiamandoci Organizzazione Internazionale Protezione Animali (sezione di Udine) è assolutamente ovvio che ci attiviamo in difesa dei diritti animali e, pur essendo consapevoli delle altre piaghe che al momento affliggono la società e il mondo intero, noi del nostro ambito ci occupiamo. Già da questa premessa appare completamente inutile denigrare la questione dell'uccisione della tortora accaduto a Carlino, paragonandola a questioni che nulla hanno a che fare con questo e di cui altre solo le istituzioni o associazioni che se ne devono occupare. L'uccisione di un animale (art. 544 bis CP) o il maltrattamento di esso, da cui ne deriva la morte (art. 544 ter comma 3 CP) sono atti volontari, "dolosi" parlando in modo giuridico, e nulla hanno a che fare con un uccello che si infrange accidentalmente su un parabrezza o un animale selvatico che per natura si ciba di un altro suo pari. A nostro parere non è nemmeno da sottovalutare, come accade nelle aule di tribunale, il contesto in cui accadono le cose e gli aspetti che le aggravano. Il fatto di commettere un gesto simile di fronte a ragazzi che andrebbero educati al rispetto del prossimo (animale o umano che sia) non risulta molto educativo e costruttivo. Infatti ciò che aggrava la cosa è il fatto che il gesto è stato commesso non da una persona comune ma da chi, in quel momento, ha un compito ben preciso (quello di insegnare ed educare) e una responsabilità verso gli alunni che lo circondano. Da questa situazione l'insegnamento che ne deriva ai ragazzi qual è? Si può prendere a calci una tortora, magari ferita, senza conseguenza alcuna e per semplice diletto? Già di per se la cosa appare agghiacciante ma in un ragazzo/a adolescente risulta pericoloso come messaggio da trasmettere. Inoltre da uno studio dell'OMS (organizzazione mondiale della sanità) emerge che i bambini crudeli con gli animali possono manifestare in età adulta problemi per atti di criminalità. Il 31% degli atti di violenza sugli animali è compiuto da minorenni. Il 94 % degli autori delle sevizie è di sesso maschile e il 4% ha meno di 12 anni. Il 21% dei casi di crudeltà verso gli animali avviene in contesto familiare, parimenti violento. Non va sottovalutato nemmeno un altro dato che risulta da questo studio ossia il fatto che le persone che ammazzano con crudeltà gli animali, come nel caso dei quattro ragazzi che hanno ucciso il cane Angelo, sono potenzialmente pericolose per la società. Soffermandosi ancora sul fatto accaduto riguardante la tortora, siccome molti hanno posto obiezioni sul fatto che "è inutile sprecare tempo a parlare dell'uccisione di una tortora", verrebbe da chiedere loro " ucciderla è stato utile a chi?" Forse all'ego di chi ha commesso il fatto?. Che il fatto sia accaduto o meno e da chi, saranno le autorità competenti ad appurarlo e a procedere come la legge prevede, ma rimane il fatto che atti di questo tipo rimangono, purtroppo, quasi all'ordine del giorno e oltre ad evidenziare una enorme inutilità e crudeltà del gesto, sottolineano quanto poco rispetto ci sia per creature viventi che nulla ci chiedono o pretendono da noi. Fortunatamente, moltissime sono le persone che, con coscienza ed intelligenza, comprendono il concetto e concordano con questo pensiero, e ciò è dimostrato dal fatto che in soli due giorni già quasi in 2000 hanno firmato la petizione da noi lanciata in cui si chiede chiarezza e giustizia in merito alla vicenda. In conclusione, visto che gli animalisti sono considerati persone deviate per il loro pensiero, fa riflettere la frase di Lev Tolstoj, che animalista non era ma qualcosa di interessante nella sua vita ha fatto: "Uccidendo, l'uomo sopprime anche in se stesso le più alte capacità spirituali, l'amore e la compassione per le altre creature viventi e, sopprimendo questi sentimenti, diventa crudele."

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