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La Valcanale unita invoca una scuola plurilingue

Giovedì l'incontro a Malborghetto in cui si sottoscriverà un documento condiviso fra associazioni e Comuni per richiamare l’attenzione delle autorità competenti sulla richiesta d’istruzione nelle lingue locali: italiano, sloveno e tedesco

Con una conferenza stampa al Palazzo Veneziano di Malborghetto, giovedì 19 gennaio alle 11.00, sarà presentata la risoluzione con cui i sodalizi della minoranza slovena Don Mario Cernet, Planika e Don Eugenio Blanchini, di quella tedesca Kanaltaler Kulturverein e le amministrazioni comunali di Malborghetto-Valbruna e Tarvisio rimarcano unite alle autorità competenti la loro richiesta di scuola plurilingue. In tale occasione, inoltre, la risoluzione sarà ufficialmente sottoscritta dalla presidente Anna Wedam, dal vicepresidente Rudi Bartaloth, dal presidente Giorgio Banchig e dal presidente Alfredo Sandrini e dai sindaci Boris Preschern e Renato Carlantoni. All’evento parteciperanno anche gli assessori a cultura e istruzione di Malborghetto, Alberto Busettini, e di Tarvisio, Nadia Campana, nonché il consigliere comunale a Tarvisio Paolo Molinari.

La risoluzione comune è frutto del convegno su «La richiesta di istruzione bi- e trilingue in provincia di Udine», organizzato a novembre, sempre al Palazzo Veneziano, dalle associazioni slovene Don Mario Cernet e Don Eugenio Blanchini. Il nuovo documento sintetizza alcune tra le iniziative condotte dalle istituzioni a favore dell’insegnamento delle lingue locali e presenta i principali risultati del convegno. Una comunità unita ha maggiori probabilità di realizzare un obiettivo comune e questo vale anche per l’avvio di un sistema scolastico plurilingue in Valcanale. Dopo il convegno di novembre, al quale sono intervenuti in veste di relatori numerosi esperti e esponenti locali, la comune richiesta di istruzione plurilingue è stata riassunta nella risoluzione. Già durante il simposio, infatti, il consigliere comunale a Tarvisio Paolo Molinari e il vicepresidente del consiglio regionale Igor Gabrovec avevano esortato gli organizzatori a preparare un documento comune a tutti i sodalizi delle minoranze linguistiche valcanalesi, in cui sintetizzare il desiderio locale di istruzione in italiano, sloveno e tedesco. Tale documento sarebbe stato portato all’attenzione dei più alti livelli politici regionali e statali. È nata, così, la risoluzione, subito sottoscritta dai presidenti dei quattro sodalizi già menzionati. Prontamente inviata alle amministrazioni comunali di Malborghetto-Valbruna e Tarvisio, la risoluzione, che ha subito riscontrato grande interesse, è stata fatta propria con rispettive delibere di giunta.

Iniziative a favore di un più strutturato insegnamento delle lingue locali nelle scuole della Valcanale si susseguono da decenni, con scarse reazioni da parte delle autorità competenti. Con delibera consiliare, nel 2011 anche i comuni di Malborghetto e Tarvisio hanno, finora invano, chiesto l’istituzionalizzazione dell’insegnamento di sloveno e tedesco dalle scuole d’infanzia a quelle secondarie di primo grado del locale istituto Bachmann. In mancanza di un’istituzionalizzazione dell’insegnamento plurilingue, in Valcanale ogni anno scolastico i genitori confermano la frequenza dei loro figli alle attività linguistiche offerte al 100% per quelle in sloveno e tedesco e a maggioranza assoluta per quelle in friulano. Al convegno di novembre sono emersi diversi spunti con cui potere avviare un modello didattico corrispondente alle esigenze dei genitori valcanalesi. Ora la palla è nel campo delle istituzioni preposte.
 
 

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