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Vende droga per curare il gatto ma il cliente non lo paga, lui lo minaccia col fratello

Due fratellastri vessano un uomo e i suoi genitori per tre mesi per avere dei soldi. La storia si conclude con l'arresto da parte dei carabinieri di Majano

Entrambi ritenuti responsabili di estorsione e, uno dei due (il più giovane), di spaccio di hashish e marijuana. Per queste ipotesi di reato due fratellastri (R.F., majanese classe 1996, e S.S., cividalese classe 1992) sono stati condotti in carcere in custodia cautelare nella mattinata del 24 gennaio. La misura è stata emessa dal gip del tribunale di Udine Andrea Comez, su richiesta del sostituto procuratore Giorgio Milillo, ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di Udine, coordinati dal capitano Romolo Mastrolia.

Il caso

È partito tutto con una denuncia per il reato di "minaccia" effettuata da parte di B.A., un 38enne disoccupato di Majano che, sollecitato dai genitori con cui convive, ha chiamato i carabinieri della stazione locale lamentando le continue vessazioni ricevute dalla coppia di fratellastri residenti anch’essi nella cittadina collinare. Ma ai militari dell'Arma la storia raccontata dall’uomo è sembrata subito essere una bugia per nascondere un fatto ben più grave.

Le indagini

Indagando con pedinamenti e osservazioni, infatti, i militari hanno scoperto che le minacce non derivavano dal mancato pagamento di una somma di denaro dovuto, come affermato dall’uomo, dalla rottura di una consolle di X Box, bensì a un debito di 400 euro contratto per comprare 25 grammi di hashish. Dopo un’articolata attività d’indagine i carabinieri hanno raccolto elementi sufficienti a sciogliere la matassa del caso che si è rivelato essere più intricato del previsto.

Il capitano Romolo Mastrolia

Romolo.Mastrolia

Gli accertamenti

La vittima, infatti, ha realmente subito minacce, aggressioni verbali, percosse e lesioni, ma gli accertamenti incrociati hanno appurato che il debito derivava da un mancato pagamento di hashish e marijuana che gli era stato ceduto da uno dei due fratelli nel mese di settembre 2018. La somma pattuita, però, era lievitata dopo poco tempo a 1000 euro per autonoma decisione degli indagati, a causa della prolungata insolvenza da parte dell’acquirente.

Il gatto da curare

Dagli approfondimenti è emerso che la mora del debito sia stata causata dall’esigenza di uno dei due fratelli di pagare le spese veterinarie per uno dei suoi gatti. Durante le perquisizioni, infatti, i carabinieri hanno trovato in casa sua due gattini che sono stati affidati alla madre dei due fratelli.

Le violenze

Il 38enne, per tamponare le continue e violente richieste, aveva anche inizialmente ceduto un computer portatile, una console X Box e un tablet senza ottenere la pacificazione con lo spacciatore. Non riuscendo quindi a riscuotere il denaro autonomamente, il venditore ha fatto intervenire il fratello per aiutarlo nelle minacce. Dalle indagini è emerso che, oltre a telefonate intimidatorie e messaggi minatori cartacei lasciati nei pressi dell’abitazione, sono avvenuti anche diversi casi di violenza. I due fratelli si sono recati più volte a casa del denunciante, anche in sua assenza, arrivando a colpire con un tubo di ferro il padre dell’uomo. In un’altra occasione il 38enne era stato invece malmenato ricevendo un pugno alla tempia.

I risvolti

Le indagini, condotte anche con il supporto di due unità cinofile dei Carabinieri di Torreglia (Pd), hanno inoltre fatto emergere alcuni particolari che puntano i riflettori su un possibile giro di spaccio di droga a Majano. Durante i controlli seguiti ai pedinamenti, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà una terza persona. Si tratta di un giovane, sempre residente in paese (S.G. classe 99, studente), scoperto a coltivare e detenere cannabis ai fini di spaccio. Nella sua abitazione è stata trovata una serra artigianale con tanto di lampade alogene, prese d’aria e deumidificatore per la coltivazione della marijuana.  Sono stati sequestrati circa 20 grammi di infiorescenze e alcuni residui di coltivazione.

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