Migranti, la rabbia del sindaco di Gonars: "Pago di tasca mia e li porto tutti a Palazzo Chigi"

Ivan Diego Boemo è reduce da una nottata in cui ha fatto la spola tra la piazza del paese e la sede della Croce Rossa per soccorrere una serie di richiedenti asilo

Ivan Diego Boemo

"Pago di tasca mia il bus e li porto sotto i portoni di Palazzo Chigi, così al Governo capiranno che l'emergenza migranti è una cosa seria": lo ha affermato il sindaco di Gonars, Ivan Diego Boemo, dopo aver trascorso la notte a fare la spola, alla guida del furgoncino del comune friulano, per trasferire alcuni richiedenti asilo afghani dalla piazza del paese alla più vicina sede della Croce Rossa. Si tratta di una decina di richiedenti asilo, provenienti dall'Afghanistan, entrati in Italia attraverso la rotta balcanica, e rintracciati la scorsa notte nel paese della Bassa Friulana. Da quanto si è appreso, i migranti sono giunti nella piazza del paese in tre distinti momenti: poco dopo mezzanotte, alle 2 e alle 5, trasportati da alcuni furgoni che poi sono fuggiti. In totale sono scese dai veicoli una trentina di persone, gran parte delle quali si sono dileguate in varie direzioni. I dieci cittadini entrati clandestinamente, fermati dai carabinieri della Compagnia di Palmanova, si sono dichiarati tutti minorenni.

La rabbia di Boemo

"Non esiste un protocollo, non sappiamo come muoverci e non ci sono indicazioni – l'accusa del primo cittadino, che amministra la comunità a capo di una giunta sostenuta da una civica di centrodestra – : ringrazio le forze dell'ordine per il sostegno, ma alla fine il problema resta in capo ai Comuni. Stanotte sono andato a prendere il mezzo nel deposito e ho portato i migranti, a mio rischio e pericolo, nel centro dove saranno sottoposti ai tamponi. Il costo per la gestione di questi ospiti, che si sono tutti dichiarati minorenni, anche se dall'aspetto non lo dimostravano, è di almeno 80 euro al giorno. Penso che vada cambiata la strategia complessiva, altrimenti di qui a poco il Friuli Venezia Giulia sarà invaso da queste persone, visto che i rintracci sono pressoché quotidiani".

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