Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Droni, visori notturni e pattuglie miste: Roma e Lubiana alleate contro il traffico di esseri umani

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha incontrato il suo omologo sloveno Ales Hojs. Soddisfazione della senatrice del Pd, Tatjana Rojc

L'Italia e la Slovenia puntano a schierare le pattuglie miste, i droni e i visori notturni per fermare sul confine il continuo flusso di migranti provenienti dalla rotta balcanica. Nella giornata di ieri il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha partecipato ad un incontro con Ales Hojs, suo omologo sloveno, che ha avuto come focus il fenomeno dei flussi migratori che interessa la frontiera orientale d'Italia. Roma ha fornito il proprio supporto al semestre europeo a guida slovena e ha avanzato delle strategie alternative proprio in relazione alla gestione della rotta balcanica. 

Gli arrivi sono ripresi

Nonostante nell'ultimo periodo gli arrivi in territorio italiano e sloveno siano all'ordine del giorno, secondo i titolari dei rispettivi ministeri i dati dei primi mesi dell'anno in corso sono, in relazione al 2020, stabili. Nell'ottica di favorire la cooperazione, la Lamorgese ha proposto di aprire il tavolo sull'immigrazione ai paesi che sono direttamente interessati dal flusso migratorio. Ed è proprio sulla vigilanza dei valichi di frontiera che i due Paesi spingono molto per riuscire a fermare il traffico di esseri umani. 

Il commento del Pd

La senatrice del Partito Democratico Tatjana Rojc ha commentato così: "La ripresa delle pattuglie miste sul confine italo-sloveno conferma la volontà di collaborazione concreta che c’è tra i due Paesi. Ma credo sia da condividere anche l’accelerazione dell’ingresso della Croazia nell’area Schengen, come indicato dalla Commissione europea nella nuova strategia Ue che  prevede misure per proteggere la libertà di movimento e la sicurezza dei confini allo stesso tempo. Confidiamo che il semestre di presidenza slovena darà impulso all’integrazione dei Balcani Occidentali, area strategica per l’Italia". 

La posizione del Sap

"Ben vengano le pattuglie miste – afferma Lorenzo Tamaro del Sap di Trieste – ma siamo convinti che per contrastare il fenomeno andrebbe creata una forza di polizia tra paesi europei in grado di operare ai margini dei confini d'Europa. Il fenomeno è talmente ampio che se da un lato la tecnologia e i pattugliamenti misti possono rappresentare degli aiuti importanti, dall'altro non sono la soluzione al problema". Secondo il segretario provinciale "l'auspicio è che possano giungere sul confine quegli aiuti che da anni chiediamo a gran voce ma che, nemmeno durante il periodo bollente in cui la rotta riprende vigore, si sono visti. Qui a Trieste abbiamo sempre lo stesso personale e di rinforzi neanche l'ombra". 

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