Meglio “nuova Aquileia” che “capitale della guerra”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Una Udine "Nuova Aquileia" che festeggia spontaneamente il suo 791° anniversario di fondazione urbana 'ribellandosi' al ruolo storicamente impostole di capitale italiana di un conflitto fratricida europeo scoppiato cento anni or sono e che dal 1915 vide scannarsi sulle Alpi orientali genti di cui il capoluogo friulano fino al 1751 fu piccola metropoli spirituale come ultima sede del celeberrimo, internazionale Patriarcato aquileiese. Una 'ribellione' culturale, civile, pacifista, europeista, espressa attraverso una particolare dedica alla Presidenza della Repubblica, costituita da un emblematico "nodo di Salomone", opera dell'apprezzata ricamatrice friulana Antonietta Monzo Menossi, sorta di arcobaleno incrociato, antico simbolo trascendentale di concordia e alleanza ovvero di unità nella diversità, tratto dai mosaici della Basilica di Aquileia. L'appuntamento con le celebrazioni popolari per il "compleanno" della città, costituita come borgo commerciale il 13 settembre 1223 dal patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs, è stato fissato come di rigore per il 13 settembre, in Piazza Matteotti ovvero San Giacomo, presso la storica Guglia o Colonna del Mercatonuovo, simbolica sintesi, sorta di 'totem', della cultura civica udinese, per iniziativa del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" presieduti dal prof. Alberto Travain, in collaborazione con istituzioni e società civile del territorio, segnatamente con i coordinamenti sociali delle cinque circoscrizioni storiche cittadine dei "quintieri" di Mercatovecchio, Mercatonuovo, Aquileia, Gemona e Grazzano, il favore del Sindaco e dell'Amministrazione municipale, l'adesione del Club UNESCO di Udine, della Pro Loco di Città "Borgo Sole Udineovest", della Confraternita urbana del Santissimo Crocifisso, del Coordinamento Civico Udinese "Borgo Stazione" e della Federazione Provinciale di Udine dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, con il tradizionale supporto della Parrocchia della Cattedrale di Santa Maria Annunziata nonché del Comando Provinciale udinese del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

LA BANDIERA BENEDETTA DA PAPA FRANCESCO. Presente, oltre alle insegne delle rappresentanze sociali convenute, anche la bandiera aquileiese, ricordo di fratellanza dei popoli mitteleuropei, benedetta da Papa Francesco, in Piazza San Pietro in Vaticano, nelle mani del sacerdote friulano don Tarcisio Bordignon, all'inizio di un 2014 commemorativo del centenario dello scoppio della Grande Guerra.

MASSIMA RAPPRESENTANZA MUNICIPALE. Dopo la lettura della vibrante lettera dedicatoria al Presidente della Repubblica a firma del prof. Travain, il sindaco prof. Furio Honsell, intervenuto in fascia accompagnato dall'assessore al Commercio e al Turismo, dott. Alessandro Venanzi, e dal Gonfalone della Città, ha espresso sincere parole di stima e condivisione all'indirizzo dei promotori dell'iniziativa, facendo propri i richiami alla matrice aquileiese di Udine intesa come moderna responsabilità di promozione della pace tra i popoli. Presenti anche i consiglieri comunali avv. Paolo Perozzo e sig. Renzo Pravisano.

A FRIULI DOC LA MAPPA 'EUROREGIONALISTA' DEL FOGOLÂR CIVIC STAMPATA DAL COMUNE. In occasione della manifestazione Friuli Doc, nel cui programma ufficiale il sindaco ha voluto inserire, come appuntamento qualificante, anche l'iniziativa popolare spontanea delle celebrazioni del "compleanno" urbano, il Comune ha fatto stampare delle tovagliette commemorative, in distribuzione presso i punti informa della kermesse, tovagliette recanti una "mape di furlanetât euroregjonâl", realizzata dal Fogolâr Civic per promuovere socialmente una coscienza storica dell'identità di una "Udin, capitâl furlane de Mittel-Europe fie di Aquilee, tant che cjase ultime dal so patriarcjât internazionâl fin tal 1751", quindi tutt'altro che città-caserma alla frontiera di una nazione italica contro la barbarie germanica e slava di certa retorica di decenni fa.

LA "LETARE" AI SOLDATI DELLA GRANDE GUERRA E LA TARGA AGLI UDINESI D'ORIGINE "FORESTA". Dopo la consegna alle autorità locali della pregnante "letare ideâl ai soldâts de Prime Vuere", critica riflessione sul ricordo della Grande Guerra, scritta in friulano, erede del latino della cosmopolita Madre Aquileia, dal linguista prof. David Bizjak, coordinatore del ramo sloveno del movimento eureregionalista del Fogolâr Civic, è stata la volta del tradizionale conferimento di una piccola targa con le insegne civiche a una rappresentanza di cittadini stimati, nativi di fuori città, in omaggio al costume di crocevia di genti del capoluogo della "Furlanie". Per il 2014, il riconoscimento agli "udinesi benemeriti d'origine 'foresta'" è stato assegnato a mons. Francesco Frezza da Nimis, "indimenticato pastore tra i colli orientali del Friuli, da oltre un decennio apprezzato rettore della cappella 'forense' udinese di San Giacomo..." (convalescente a seguito di un recente infortunio, per cui la dedica è stata data in custodia a don Tarcisio Bordignon, in attesa di essere consegnata), e alle signore Claudia Albini da Prato Carnico e Luisa Munini da Caporiacco, "storiche esercenti del centro cittadino, sobrie vestali di socialità alla custodia di pubblici 'fogolâr' enogastronomici del vissuto urbano...".

IL RICORDO DEL CONCITTADINO 'DIMENTICATO': OMAGGIO A GINO DI CAPORIACCO. La contestuale, simbolica, consegna, all'Amministrazione municipale, di una rosa commemorativa di un defunto concittadino ritenuto degno di maggiore rimembranza istituzionale e sociale è avvenuta quest'anno nel ricordo del compianto geom. Gino di Caporiacco (Udine 1932-2001), "brillante e irriducibile intellettuale e politico friulano, propugnatore competente e instancabile dell'autonomia e della cultura del suo popolo del quale fu energico rappresentante presso le Amministrazioni locale e regionale...", presente il figlio, dott. Alberto di Caporiacco, anch'egli noto esponente autonomista nonché direttore del "Giornale del Friuli". Autentica soddisfazione, tra il pubblico convenuto, per la scelta del personaggio, "intellettuale onesto", come l'ha definito la voce popolare.

CINQUE ROSE ALLA COLONNA DEL MERCATONUOVO. A chiusura dell'evento, l'omaggio popolare alla Colonna del Mercatonuovo, recante l'immagine della Vergine con il Castello, evocativa di un'identità urbana di rifugio e baluardo, dove cinque rose, corrispondenti ai cinque "quintieri" in cui si articolava la cittadinanza udinese originaria, sono state deposte, con gli onori civici a bandiere chine ed il canto dell'inno "Oh ce biel cjiscjel a Udin", dopo la benedizione impartita dall'arciprete, mons. Luciano Nobile, a cura di un picchetto dei Vigili del Fuoco ovvero la più antica difesa civile del territorio, attesta ad Aquileia sin dall'epoca romana, a un cui rito antecedente il locale terremoto del 1976 la cerimonia stessa ha potuto ispirarsi.

APPREZZAMENTI ANCHE DAL QUIRINALE. La sottolineatura: il richiamo attualizzante al mito di Aquileia come riferimento a radici accomunanti, fattore di pace e collaborazione tra genti diverse, da un quarto di secolo cavallo di battaglia del Fogolâr Civic, ha incontrato ora anche l'apprezzamento del Quirinale, da cui è giunto cordiale riscontro all'appello lanciato dal sodalizio nel centenario della Grande Guerra ad autorità e popoli della Mitteleuropa un tempo affratellati dal grande Patriarcato aquileiese, appello a riscoprire, promuovere, valorizzare il passato che unisce!

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