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I medici sul piede di guerra: no a limitazioni in campo diagnostico

L'ordine udinese boccia la bozza d'intesa Stato-Regioni e Provincie Autonome sulla razionalizzazione e l’efficientamento della spesa del Servizio sanitario del 2015. Il presidente Rocco:«Per sua natura la professione del medico non è vincolata ad alcun tipo di diktat economico finalizzato a risparmiare sulla pelle dei cittadini-pazienti»

«Nessuna limitazione può essere accettata dai medici in campo diagnostico e terapeutico». La dichiarazione arrva da una nota ufficiale dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Udine, che boccia la bozza d'intesa Stato-Regioni e Provincie Autonome sulla razionalizzazione e l’efficientamento della spesa del Servizio sanitario del 2015. 

«Nella bozza - come sostiene il presidente Maurizio Rocco -, fra l'altro, si prevede persino di punire, con sanzioni amministrative, i medici che vengono considerati colpevoli di prescrivere troppi esami e troppi ricoveri! Simili decisioni non sono state minimamente discusse con la categoria medica». Rocco intende sapere «come hanno votato i consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia e come mai i medici che siedono in Consiglio non abbiano informato l'Ordine che in sede politica si sta elaborando un documento che di fatto lede gravemente la libertà e l'autonomia dei medici, pilastri questi riconosciuti anche dal Codice di Deontologia Medica. Per sua natura la professione del medico non è vincolata ad alcun tipo di diktat economico finalizzato a risparmiare sulla pelle dei cittadini-pazienti. La verità è che l'esigenza è di battere cassa, a costo di ignorare la qualità delle cure e i necessari approfondimenti diagnostici che, molto spesso, consentono diagnosi precoci di malattie gravi».

«Non sta né in cielo né in terra, poi, rimarca il vicepresidente dell'Ordine di Udine, Luigi Conte, in veste anche di segretario generale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, che i politici, dopo aver sperperato risorse pubbliche, intendano demonizzare i professionisti medici esponendoli persino alla minaccia di subire responsabilità patrimonali per la richiesta di esami e ricoveri per i loro pazienti! Il medico sia sul territorio, sia in Ospedale, sia nella libera professione assume come unico fine il raggiungimento del benessere del suo paziente e nessuno può imporgli cosa e come fare, ne va di mezzo, fra l'altro, la salute della collettività».

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