L'udinese Mauro Ferrari lascia nella polemica la presidenza del Centro Europeo di Ricerca

Aveva proposto uno sforzo comune per combattere il coronavirus ma l'ente ha votato contro all'unanimità perché finanzia solo progetti sul principio di spontaneità scientifica

Lo scienziato udinese Mauro Ferrari

L'udinese Mauro Ferrari, presidente del Consiglio Europeo della Ricerca, ha deciso di presentare le sue dimissioni: alla base della decisione il fatto che l'ente non abbia aderito alla sua proposta di concentrarsi nel creare un programma scientifico su larga scala per combattere il coronavirus.

In una lettera aperta, Ferrari ha spiegato le sue motivazioni.

Perdonatemi, ma io credo che la priorità adesso sia fermare la pandemia e cercare di salvare milioni di vite. Questo ha precedenza sulle carriere, sulla politica e anche sulla bellezza di un certo tipo di scienza. Perdonatemi, ma io credo che la scienza debba essere al servizio della comunità, specialmente nei momenti di emergenza. E questo lo è, perché solo attraverso la scienza si potranno sconfiggere Covid-19 e i suoi successori. Il mio incarico come Presidente del Consiglio Europeo della Ricerca (Cer) è giunto al termine. Ho appena presentatole mie dimissioni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Ferrari già dall’inizio della pandemia aveva allertato i suoi colleghi del fatto che davanti a loro si sarebbe presentata una situazione imparagonabile per la sua portata tragica e mondiale: per questo aveva presentato una mozione per il lancio di un programma scientifico speciale, incentrato su Covid-19, convinto di trovare l'appoggio di tutto l'ente. Invece la risposta è stata drasticamente opposta alla sua aspettativa. L'idea di Ferrari era di fornire agli scienziati gli strumenti e le risorse per combattere la pandemia, a supporto delle strategie di contenimento, l’ente di governo del Cer ha però votato all'unanimità contro la proposta. A quanto pare, il voto contrario si è basato sul fatto che il Cer finanzia progetti basati sul principio di spontaneità scientifica ovvero senza privilegiare aree di priorità di ricerca.

A parziale consolazione è arrivata la richiesta della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen di proporre considerazioni su come l'Europa dovrebbe affrontare l'emergenza sanitaria.

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