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Martedì, 16 Agosto 2022
Morte di Lorenzo Parelli / Beivars / Via Don Giovanni Bosco

L'ospite d'onore al Bearzi è Mattarella, i protagonisti i familiari di Lorenzo

La visita del presidente della Repubblica alla scuola salesiana, tra celebrazioni ufficiali e momenti di emozione, per ricordare il giovane di Morsano di Strada deceduto mentre partecipava alle attività di alternanza scuola-lavoro

“Ci sono state vicinanza e chiarezza, oltre all’impegno” dice la madre. “Un segnale importante per tutti”, sottolinea il padre. I momenti migliori della visita del presidente Sergio Mattarella al Bearzi, per ricordare Lorenzo Parelli, sono testimoniati dalle parole dei genitori del ragazzo, presenti all’istituto scolastico assieme alla figlia. Il dettaglio di quello che il capo dello Stato ha raccontato ai familiari del giovane, deceduto mentre imparava a lavorare, resterà nella memoria dei partecipanti all’incontro privato.

I genitori e la sorella di Lorenzo Parelli (Foto Giovanni Aiello)

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La cerimonia

Per chi ha invece presenziato alla parte pubblica della cerimonia rimane altro. La puntualità del cerimoniale, con l’auto di rappresentanza che si presenta nel parcheggio esterno alla scuola alle 11 esatte, come da protocollo. Un agente in borghese che, troppo agitato, rompe la perfezione del momento facendo cascare a terra una ricetrasmittente che scivola veloce sull’asfalto caldo. Lo sventolio di bandiere – della scuola e della Repubblica – al momento dell’ingresso di Mattarella nel piazzale, che tanti udinesi conoscono bene per avervi trascorso le estati dell’infanzia. Il suono dell’inno di Don Bosco, durato più di 5 minuti, a legittimare la posizione di star indiscussa – almeno per il luogo – del fondatore dei salesiani.

La palestra del Bearzi gremita (Foto Giovanni Aiello)

Bearzi

Le parole

Per i discorsi di rito ci si sposta in palestra, dove una banda di paese intona l’inno di Mameli, tradendo nel suono stentato un’emozione inevitabile. E’ meno sensibile l’uomo che il cerimoniale ha incaricato di disinfettare il pulpito destinato agli oratori. A ogni cambio di ospite esegue in maniera pedissequa il suo ruolo. Parla bene il sindaco, Pietro Fontanini, che oltre a ricordare Lorenzo contesta le prestazioni pagate poco o nulla. Più istituzionale – rammentando quello che fa la Regione per il lavoro – e meno emotivo il governatore Massimiliano Fedriga. “Responsabilità e attenzione” per i ragazzi, per il numero uno del Friuli Venezia Giulia, devono essere i capisaldi. Tocca poi al direttore della scuola – don Lorenzo Teston – e al responsabile dei corsi di formazione – Giulio Armano – dire la loro. Si capisce da subito che non sono abituati a situazioni così delicate. Ed è un bene. Però, il racconto di quanto è efficiente e organizzata la loro scuola, prima di una parola per Lorenzo, poteva essere pensato diversamente. Matteo Lorenzon, compagno di classe di Lorenzo, è più coraggioso e spontaneo dei superiori, anche se pure lui si spende, come primo passo, nell’elogio del Bearzi. “Lo conoscevo da poco. Scherzava sempre e preferiva stare in azienda invece che qui”. “Anticipiamo qui il primo maggio” ha chiuso il presidente della Repubblica, “in omaggio a Lorenzo e a tutti quelli che hanno perso la vita sul lavoro”. L’elenco si è aggiornato proprio questa mattina. A Gorgonzola, nel milanese, un operaio di 58 anni è rimasto schiacciato da un tornio industriale morendo sul colpo.

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